Continua in questa feria d’agosto il lavoro di indicizzazione dei post pubblicati sinora, a partire da quel 15 gennaio 2021 che segna la data d’esordio online di Solarpunk Italia, per guidare i lettori nella grande quantità di materiale pubblicata. Questa volta tocca all’indice ragionato dei libri solarpunk dei quali ci siamo occupati: pubblicazioni di autori italiani e stranieri, i libri della collana Atlantis, tutto ciò che abbiamo recensito in questi sei mesi.

Franco Ricciardiello

dall’Italia

assalto-al-sole-delos-solarpunk.it

Assalto al sole

a cura di Franco Ricciardiello

Se esistesse una mappa cartesiana della fantascienza, il movimento solarpunk si troverebbe probabilmente all’estremo opposto del distopico. È un tentativo di rispondere alla domanda “che aspetto ha una civiltà sostenibile e come possiamo arrivarci?” Il solarpunk può essere utopico, ottimista o interessato alla lotta per un mondo migliore, mai distopico. Il nostro mondo arrostisce a fuoco lento, abbiamo bisogno di soluzioni, non solo di avvertimenti. Il solarpunk è allo stesso tempo una visione del futuro, una provocazione ponderata, un modo di vivere e una serie di proposte realizzabili per arrivarci; è una visione di futuro che incarna il meglio di ciò che l’umanità può raggiungere: un mondo post-scarsità, post-gerarchia, post-capitalismo in cui l’umanità vede se stessa come parte della natura e l’energia pulita sostituisce i combustibili fossili. Assalto al sole ha chiamato undici tra i migliori autori e autrici italianə di fantascienza a rispondere a questa sfida.

La compagnia perfetta

Romina Braggion

Riproduciti. Non uccidere. Non sprecare. Vivi in armonia con la Terra. Vivi in armonia con l’umanità.Questi i comandamenti laici della comunità immaginata da Romina Braggion nel suo esordio, La Compagnia Perfetta, un romanzo breve ambientato in una comunità montana che vive tra natura e tecnologia, sfruttando il meglio da entrambi i mondi. Il mondo immaginato tra queste pagine assomiglia molto a un’utopia miyazesca, e proprio l’utopia è l’ultimo pilastro che sorregge il solarpunk. [Angela Bernardoni, StayNerd]

ATLANTIS, anticipare il futuro

La nuova collana solarpunk di Delos Digital

I libri possono salvarci la vita? Può darsi. Di certo, possono rendercela migliore, più sopportabile e più interessante. Nella prima serie di Atlantis, la cui uscite si distribuiranno lungo tutto il 2021, dieci autori italiani raccontano il futuro con sguardo nuovamente ottimista. Nella migliore tradizione della fantascienza, gli scrittori non si limitano a scrivere avventure ambientate in un futuro più o meno remoto o in mondi e società distanti: nelle loro storie cercano di indicare una via, immaginare un percorso, mettono in guardia ma al tempo stesso propongono. Volendo recuperare una distinzione ormai superata, ma sempre suggestiva, tra un concetto di arte come interpretazione del mondo e arte fine a se stessa, e in quest’ultima ci sta anche il distopico malgrado l’originaria vocazione dell’anti-utopia, dobbiamo pensare a una terza categoria, che è poi quella indicata a suo tempo dai surrealisti: l’arte cambia la vita. Non per nulla tra le migliori ispirazioni di quella profonda corrente che rinnovò la fantascienza degli anni Sessanta, la new wave, c’era il surrealismo.

Cinque stagioni su Eureka

Davide Del Popolo Riolo

Istruzioni per resistere a una distopia totalitaria. Su altri mondi, tra stelle lontane, l’umanità potrà considerarsi guarita dall’ingiustizia e dalla sopraffazione che hanno caratterizzato tutta la sua storia sulla Terra? Oppure come ogni volta non imparerà nulla dal passato? La città-stato di Nea Atena è una colonia che le Nove Potenze Spaziali hanno fondato sul pianeta Eureka, impegnandosi formalmente a non danneggiarne l’ecologia, a rispettarla, tutelarla e proteggerla in ogni modo; a questo scopo è nata l’APC, Amministrazione Planetaria Centrale. Ma è già accaduto nel passato che un potere non sottoposto a controllo si senta svincolato da qualsiasi regola etica, morale o democratica: e l’utopia di Nea Atena si trasforma in un incubo totalitario che non tollera opposizione. Cosa può fare un cittadino quando si sente libero, come il giovane Erno, che in famiglia si è nutrito del dolce latte della democrazia? Non c’è da stupirsi se sarà la galera, invece della scuola, il luogo in cui imparerà il valore della solidarietà, della resistenza nonviolenta e dell’azione collettiva.

L’infinita leggerezza dei quanti

Stefano Carducci e Alessandro Fambrini

Un viaggio di andata e ritorno nell’Utopia. Alzi la mano chi pensa che il nostro sia il migliore dei mondi possibili. Di certo non lo pensa Joseph Lovato, costretto dalla paranoica Giunta militare al governo a diventare soggetto di un esperimento dall’esito incerto: per provare l’utilità pratica delle ipotesi sulle particelle elementari, verrà “trasferito” istantaneamente come un oggetto quantistico tra due punti distanti. Qualcosa non funziona secondo le previsioni, Lovato si ritrova in una realtà parallela, agli antipodi rispetto al presente distopico da cui proviene. La società cui appartengono Mary, Peter e gli altri scienziati che entrano in contatto con lui, è una specie di anarchia democratica, decentrata in America settentrionale, decisamente orientata alla scienza, con un impatto antropico sostenibile per l’ambiente. Nella migliore tradizione della fantascienza sociologica, Carducci e Fambrini raccontano una società utopica che ha vinto contro il nemico peggiore: la natura umana. Tuttavia, l’utopia è circondata avversari agguerriti che preparano un’invasione, e Lovato sarà chiamato a contribuire, con la sua preparazione scientifica, a debellare la minaccia.

Memorie di una ragazza interrotta

Romina Braggion

L’eliminazione del genere maschile non sarà barbarie, ma autodifesa. In un futuro piuttosto remoto, la giovane Ada è una sophista, una studentessa che vive in una comune di sole donne sulle montagne intorno al Lago Maggiore, con un impatto sostenibile sul territorio. Come le altre compagne,  le giornate di Ada sono scandite da studio, lavoro e socialità, ma questa non è un’organizzazione di tipo monastico. I rapporti interpersonali sono regolati da relazioni totalmente aliene, con ruoli sessuali come matrici e nutrici: questo in virtù di una mutazione iperosmica in seguito alla quale gli umani maschi si sono estinti secoli prima. E allora il travaglio interiore di Ada, che la conduce alla soglia della maturità, affonda le radici in una vicenda molto più prossima al nostro tempo: la fuga di due donne, Elisa e sua madre, attraverso un mondo lacerato da una vera e propria guerra totale tra i generi. Il futuro della civiltà è affidato alle due, alla loro eredità morale e al Libro delle Femmine che ne sarà il risultato e che dopo secoli rischia di fossilizzarsi in un dogma inattaccabile.

Violenza e cooperazione in “Memorie di una ragazza interrotta” di Romina Braggion

Franco Ricciardiello

Memorie di una ragazza interrotta” di Romina Braggion è un’opera particolare, anche all’interno di una collana che vuole fare della particolarità (tematica, stilistica, culturale) la propria bandiera. La struttura è tipica del racconto lungo, o del romanzo breve, che ha l’ambizione di coprire un lungo arco di tempo narrativo: un’alternanza di brevi capitoli che raccontano due storie temporalmente separate, ma collegate da una sorta di “risonanza” per cui avvenimenti dell’una spiegano elementi dall’altra; tipicamente, la linea narrativa nel passato (linea-1) è anche una chiave per interpretare il futuro (linea-2).

 

Fenice citoplasmatica

Irene Drago

Non hai idea di cosa stanno scoprendo in quel laboratorio di biogenetica. Se vi immaginate il futuro come una civiltà uniforme — la distopia di un soffocante controllo totale, oppure l’utopia sostenibile in cui non esistono più conflitti — siete lontani dalla verità. C’è la revolución verde, certamente, con le intuizioni floreali della bioarchitettura, ma c’è anche l’incidente alla centrale nucleare di Bushehr sul Golfo Persico, e le mutazioni genetiche che ha provocato sulle creature viventi. Andrea ha studiato e collaborato con le migliori menti della biotecnologia, cervelli da premio Nobel, e adesso ha accettato un lavoro in una divisione all’avanguardia della ricerca medica a Teheran, nella Seconda Repubblica Islamica. Ma tutte le sue conoscenze e relazioni, e tutti i mezzi dell’ingegneria genetica avanzata sembrano impotenti contro il cancro che sta per mangiare viva sua figlia. Qual è la soluzione, quale la via della speranza? Chi lo aiuterà? L’autraliano Jack King, che lavora nella zona radioattiva di Bushehr? I risultati sull’embriogenesi raggiunti da Rosselli alla Kromanthea, l’azienda biogenetica chiusa trent’anni fa? La sua ex insegnante Ricci, che si dice lavori sull’Alzheimer e il Parkinson, e sulle cui ricerche l’amico Ivano, il genio della neurologia, sopravvissuto a un coma, si è lasciato scappare: “Tu non hai idea di…”?

“Fenice Citoplasmatica” di Irene Drago. Recensione di Silvia Treves

“Andrea ha studiato e collaborato con le migliori menti della biotecnologia […] adesso ha accettato un lavoro in una divisione all’avanguardia della ricerca medica a Teheran, nella Seconda Repubblica Islamica. Ma tutte le sue conoscenze e reazioni, e tutti i mezzi dell’ingegneria genetica avanzata sembrano impotenti contro il cancro che sta per mangiare viva sua figlia”. Cito queste poche righe, tratte dalla prefazione al nuovo romanzo breve di Irene Drago, per collocare la storia nel contesto di un futuro non troppo lontano. Fenice Citoplasmatica è un testo ricco e complesso che si svolge in più luoghi e riecheggia tra un passato e un presente separati da pochi anni.

Margine di incertezza

Silvia Treves

Dalla micronazione galleggiante di Fortunata alle basi lunari, una prova di forza tra intelligenze straordinarie. Perché il Ministero spedisce sull’isola artificiale di Fortunata, agro-cooperativa libertaria e aspirante micronazione nata nel periodo più buio dell’emergenza climatica, un inviato speciale come il T-consulente Ignas, dotato di poteri extrasensoriali? Perché l’isola ha chiesto di non invadere il suo spazio aereo, e cosa sta succedendo nelle dinamiche tra i suoi abitanti originari, i consorti, e gli ultimi arrivati, i cugini, dirottati qui dalle basi lunari di Pandia e dalla Fascia degli asteroidi dove avevano scelto di emigrare? Dichiarati in esubero dalle compagnie private che sfruttano i satelliti, per rappresaglia contro le onerose direttive eso-ambientali approvate dalla Nuova Sostenibilità Responsabile che governa la civiltà umana, i cugini male si adattano a questa sistemazione di ripiego che delude le loro aspettative. Chiamato a comporre una trattativa di lavoro, Ignas si trova invischiato in un pre-conflitto civile che si fa improvvisamente pericoloso quando scopre che la sua antagonista diretta ha a sua volta poteri mentali fuori dall’ordinario. Per sistemare la questione e neutralizzare il pericolo sociale, Ignas dovrà ricostruire la dinamica di un incidente mortale avvenuto sulla Luna, e trovarsi faccia a faccia con gli ottimati che ancora detengono un potere quasi incontrastabile grazie all’entità della loro ricchezza.

Un bel dì vedremo

Andrea Franco

La creatività umana non è mai stata superata nella sua capacità di produrre arte. Almeno fino ad ora. Tra le manifestazioni artistiche, la musica è fra quelle che più immediatamente caratterizzano un’epoca. Il Novecento, con la novità dell’audioregistrazione, ha reso possibile riprodurre e ascoltare tutta la grande musica del passato, e prodotto di conseguenza una quantità di appassionati fruitori di musica d’arte — non ultima la lirica. L’Italia, culla dell’Opera per quasi tre secoli, anche nel futuro prossimo tramanda la tradizione dei grandi interpreti nelle loro esibizioni dal vivo in teatro, con la non trascurabile particolarità che davvero è possibile apprezzare voci come quella del soprano Rosina Storchio (1872-1945), lì sul palco del Teatro dell’Opera di Roma o del San Carlo di Napoli. Non è un trucco di magia, né resurrezione, ma tecnologia cybo, ultima frontiera della bioingegneria: clonazione più cibernetica, ed ecco una nuova versione dell’umanità — una razza diversa, invece, per chi ritiene ad esempio che le cyborg attitudes non siano espressione artistica, bensì frutto di un applicativo software. La legislazione deve naturalmente prendere atto dell’esistenza dei cybo; ma secondo quale principio? Come esseri autonomi, dotati di raziocinio e creatività, oppure con tutta la diffidenza di una società conservatrice che sente minacciata la concezione tradizionale dell’essere umano? Il risultato finale sarà influenzato dal braccio di ferro tra un direttore d’orchestra come il Maestro Clemens Zimmermann, pervicacemente ostile alla novità, e il lungimirante Paolo Mastrilli, ministro della Ci’Cultura, che si sente direttamente coinvolto nel problema etico dei cybo.

dall’Estero

Solarpunk-Future-Fiction

Solarpunk. Come ho imparato ad amare il futuro. Solarpunk è la fantascienza (e l’alternativa sociale alla catastrofe)

Domenico Gallo

Quest’opera è strettamente calata nei manifesti del Solarpunk e certo rappresenta un’adesione volontaria, sia politica che letteraria, all’idea che volendo superare la distopia in cui viviamo, oltre alle lotte diffuse di natura sindacale e individuale, è necessario un lavoro collettivo di costruzione dell’immaginario, di tessitura culturale e di riconoscimento e integrazione delle reti che si oppongono al capitalismo. Se leggiamo i racconti scelti da Francesco Verso e Fábio Fernandes è evidente che si prefigura (e quindi si richiede) un superamento dell’operaio-massa e del lavoratore flessibile, la cessazione di una logica produttiva slegata dalle necessità delle comunità (quindi economica nella concezione classica del termine), un ritorno profondo alle capacità professionali e alla comprensione e gestione dell’intero processo produttivo. Solarpunk, oltre all’evidente pretesa di energia pulita e a disposizione di tutti, comprende che il nodo energetico è cruciale per il ribaltamento planetario della logica del profitto estremo che ha caratterizzato la società di massa (e che proprio la social sf ha criticato profondamente).

La gentrificazione sostenibile: Elvia Wilk, “Oval”

Di Silvia Treves

Oval ha il grande merito di interrogarci su temi oggi imprescindibili come la responsabilità individuale verso la collettività e la necessità di attuare da subito la sostenibilità ambientale per evitare il disastro climatico e la predazione del pianeta. Ma la sostenibilità, ammonisce Wilk, rappresenta un gran bel boccone in un mercato globale capitalista, quindi dobbiamo prepararci a realizzarla nella maniera più democratica e trasparente, controllandola dal basso invece di delegarla a multinazionali opache e assetate di denaro, potere e controllo.

Sopravvivere su un pianeta infetto: “Chthulucene” di Donna Haraway

Di Romina Braggion

Chthulucene è l’ultimo libro di Donna Haraway, filosofa, biologa e docente universitaria statunitense. Pubblicato nel 2016 con il titolo Staying with the trouble. Making Kin in the Chthulucene, nel settembre 2019 è uscito per la Nero Editions, nella collana Not, la stessa di Visionarie tradotto da Claudia Durastanti e Clara Ciccioni.

Il primo giorno di un mondo migliore: “Walkaway” di Cory Doctorow

Di Franco Ricciardiello

Walkaway inizia quando il disastro economico-sociale c’è già stato, Doctorow evita così qualsiasi spettacolarizzazione distopica della fine del mondo. Racconta la nascita di un’utopia in dure condizioni e contro ogni probabilità: un parto difficile, in cui la solidarietà vince la filosofia dell’homo homini lupus che è alla base di quasi tutte le narrazioni sulla fine della civiltà. Sembra che Doctorow si sia lasciato ispirare da un libro di Rebecca Solnit uscito nel 2010, A paradise built in hell. The extraordinary communities that arise in disaster (Penguin Group): l’autrice statunitense racconta che i disastri producono spesso straordinarie comunità temporanee, una sorta di paradisi tra le macerie, dove le persone, agendo da sole e senza alcuna autorità superiore, riescono a sostenersi a vicenda.

“The Ministry for the Future” di Kim Stanley Robinson. Un ministero per i diritti di chi ancora deve nascere

Di Franco Ricciardiello

The Ministry for the Future è ambientato nei prossimi decenni. I governi dei paesi più sviluppati si rendono contro del pericolo di una catastrofe ecologica e fondano, sulla base degli accordi di Parigi sul clima (2015), un ente internazionale chiamano Ministero per il Futuro con il compito di fare da “avvocato” per le generazioni che ancora devono nascere, e che rischiano di venire al mondo in un ambiente irreparabilmente compromesso. La responsabilità del Ministero viene affidata a una cinquantenne irlandese, Mary Murphy, con una passato in organizzazioni internazionali. Ma quali poteri ha in concreto il Ministero? Cosa può fare contro l’inerzia dei governi, il disinteresse delle banche centrali, l’ostilità di tutti coloro che dipendono dallo sfruttamento di combustibili fossili, e che non sono solamente le multinazionali del petrolio ma anche intere nazioni?

Messaggi da un presente alternativo. “Another Now” di Yanis Varoufakis

Di Franco Ricciardiello

Another Now non è un romanzo di colpi di scena, anzi è più impostato sul modello del dialogo alla Platone, un simposio sul futuro che dovrebbe interessare chiunque si interessi a un’alternativa alla società attuale. In un futuro non troppo lontano, lo scienziato Costa, alla ricerca di un gioco di realtà virtuale totalmente immersivo, trova casualmente il modo di comunicare in via quantistica con un altro-da-sé che vive in un presente alternativo. Nel mondo del suo doppio, a seguito della crisi economica globale del 2008, una serie di movimenti “dal basso” succedutisi a cascata hanno costretto i governi a una serie di riforme sempre più radicali, innescando una rivoluzione nonviolenta che ha completamente cambiato la struttura economica del mondo.

Alle origini del Solarpunk: recensione di “Storie di ecologia fantastica in un mondo sostenibile“, a cura di Gerson Lodi-Ribeiro

Di Franco Ricciardiello

La prima volta in assoluto che la parola solarpunk viene associata a un’iniziativa editoriale è quando, nel 2012, l’Editoriale Draco dà alle stampe questa raccolta di racconti in portoghese brasiliano curata dallo scrittore Gerson Lodi-Ribeiro, che già aveva ideato antologie dal titolo Dieselpunk e Vaporpunk. Da allora la fortuna del termine, coniato per la prima volta due anni prima, è stata tutta in discesa, e le antologie si sono rincorse in diversi paesi del mondo. La casa editrice marchigiana Le Mezzelane traduce adesso (dalla versione inglese già uscita negli Usa) la raccolta; e finalmente, aggiungo, dal momento che la qualità dei racconti è davvero elevata, e la loro aderenza alla nuova corrente è davvero totale — una volta tanto non sono stati gli autori anglosassoni a definire l’estetica di un filone della fantascienza.

 
 
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