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Newsletter Solarpunk Italia

Il mese appena trascorso è stato ricco di appuntamenti dentro e, soprattutto, fuori dal web.
Le ore di sole sono diminuite, ma non la temperatura; è quasi piacevole ritrovarsi insieme a sgranocchiare le caldarroste in costume.

Mala tempora currunt sed peiora parantur 

ma… il Solarpunk non accetta l’atavico assioma. Infatti, leggi cosa scrive Silvia.

L’editoriale della newsletter di oggi è a cura di Silvia Treves

“Il Solarpunk è un movimento di pensiero che si propone di rispondere alla domanda: ‘che aspetto ha una civiltà sostenibile e come possiamo arrivarci?’

La risposta attivista è agire collettivamente e pacificamente per costruire un mondo migliore. La risposta estetica – artistica e narrativa – è più sfrangiata e, contrariamente a quanto moltə credono, non è un punto di arrivo (l’Utopia), ma un percorso di scoperte, confronti, conflitti e inevitabili errori, esattamente come la vita reale.

Com’è, quindi, il lato estetico del solarpunk, o come dovrebbe essere?

L’attuale cultura popolare, non riuscendo ad affrontare la crisi del presente, si consegna al pensiero distopico più banale, nella convinzione che l’oggi sia comunque meglio di un futuro apocalittico. La narrativa e l’arte solarpunk, invece, vogliono offrire storie e visioni emozionanti, sogni di futuri migliori da raggiungere Insieme.

Le buone storie solarpunk non sono consolatorie ma consolanti. Le vicende partono – in modo esplicito o sottinteso – dal presente, e si muovono verso il futuro compiendo percorsi spesso tutt’altro che agevoli, seguono personaggə e collettività che ispirano l’empatia di chi legge, e trasmettono la speranza ostinata di provare a salvarci insieme.

Dai futuri immaginati dal Solarpunk, poi, occorre tornare al presente, perché – come ci ha ricordato Ursula K. Le Guin, autrice di bellissimi romanzi, il vero viaggio è il ritorno. Tornando indietro, chi legge vedrà il presente con altri occhi, ne scorgerà i semi di speranza che già ci sono, le attività collettive e solidali, le lotte dal basso per ottenere l’equità, lo scambio di saperi. Tutto questo farà la differenza.

In conclusione, la narrativa solarpunk deve essere prima di tutto buona narrativa e quindi non svuotare dei conflitti le proprie storie, in nome di un equilibrio fittizio e buonista. Una vera storia non può reggersi sul sorriso, perché il sentiero verso un modo equo è, e sarà, difficile e accidentato.

Opere di narrativa come Walkaway, o Radicalized di Cory Doctorow, o   Il Ministero per il futuro di Kim Stanley Robinson – già trattate nel blog – si muovono proprio  in questa direzione: mostrano che il nostro presente è pessimo ma – invece di dire a chi legge ‘ciò che ti attende potrebbe essere anche peggiore, accontentati di ciò che hai’ – dimostrano che combattere per il nostro futuro è doloroso, difficile ma possibile.

Ce ne infischiamo dei motti degli antichi romani!

Infatti restiamo concentrati sul concetto e proseguiamo insieme nella lettura proposta da Silvia.

Dal nostro archivio

Utopia e conflitto: spunti e strade possibili, articolo di Giulia Abbate 

Eccoci dunque a parlare di conflitto, per chiarire una questione meno spinosa di quel che sembra, e per dare a chi vuole scrivere solarpunk qualche strumento di riflessione, discussione e lavoro in più.

Nell’accostamento tra “conflitto” e “utopia”, ci sono due equivoci di base, uno per ognuna di queste parole.

Parlando di “utopia”, l’equivoco sta nel pensare che l’utopia debba mettere su carta un mondo perfetto sotto ogni punto di vista.

Non è così: l’utopia è piuttosto “un mondo migliore del nostro sotto alcuni punti di vista”. E già così apriamo tantissimi fronti di lavoro, ad esempio chiedendoci:

quale punto di vista? 

Già, quale punto di vista? Forse si privilegia quello collettivo anziché il punto di vista di una minoranza? Proseguiamo.

Gli ultimi post su Solarpunk Italia

Collana Solarpunk Atlantis: i nostri libri

“Archeologie del basso futuro”: la terza antologia solarpunk italiana

Scarica l’edizione cartacea:
Archeologie del basso futuro
Scarica l’e-book
Scopri di più, dal nostro sito:
AA.VV. Archeologie del basso futuro, n. 2, a cura di Franco Ricciardiello, pp. 320, Delos Digital 2022

SEMI – Idee per scrivere fantascienza

Due idee per raffreddare l’artico

Cosa ci propone Silvia Treves? “Un nuovo studio norvegese conferma che l’Artico si sta riscaldando quattro volte più velocemente del resto del mondo e, in alcune aree, fino a sette volte.” I ghiacciai italiani in declino costante e la mancanza di neve in quota, ancora ai primi di novembre, richiederebbero di raffreddare la temperatura del pianeta intero.

Il canto delle barriere coralline

Ecco un altro SEME di Silvia Treves.

La futura medica delle barriere coralline sarà un’IA che scoprirà lo stato di salute registrando come cantano i coralli.
Pura poesia

Parliamo di Solarpunk

Solarpunk Italia a Dramelay Talk… parliamone!

Domenica 23 ottobre, Romina Braggion, Antonio Ippolito, Marco Melis, Riccardo Muzi e Silvia Treves hanno conversato con Paul Dramelay, per definire il genere solarpunk e raccontare le nostre attività: “Parleremo di cosa è e cosa non è questo nuovo genere punk, in cosa si differenzia dagli altri e in cosa invece è uguale. Vedremo alcuni esempi e molto altro!”

Guarda l’evento su YouTube
e su Facebook

Distopia-Utopia: come comunicare la crisi climatica?

Giovedì 27 ottobre, Solarpunk Italia è stato presente con una propria iniziativa “Solarpunk: la parola, la visione, la letteratura”. Erano presenti Romina Braggion, Franco Ricciardiello, Silvia Treves alla mostra internazionale di Extinction Rebellion (XR) organizzata per la seconda volta con tema crisi eco climatica. Durante l’incontro è stata presentata la nuova antologia: Archeologie del basso futuro

Solarpunk Italia alla Festa per la cultura a Roma

Venerdì 24 giugno Solarpunk Italia è stata presente alla festa, nelle persone di Giulia Abbate e Riccardo Muzi e con la partecipazione dello scrittore Andrea Franco.
Nell’articolo puoi vedere il video dell’intervento a Roma

Solarpunk Art

Film a tema: “Nausicaä della valle del vento” di Hayao Miyazaki

Riccardo Muzi, propone la seconda parte dell’articolo dedicato al  capolavoro di animazione del maestro Hayao Miyazaki del 1984.
Si tratta di un film che dovrebbe essere alla base della cultura artistica di ogni persona, una di quelle pellicole da vedere almeno una volta nella vita.

Letture a tema

“La città definitiva” romanzo di J.C. Ballard,è proposto da Franco Ricciardiello

“Ogni casa era attrezzata con dispositivi per il riciclaggio e per lo sfruttamento dell’energia solare, aveva a disposizione cinque acri di orto a coltivazione intensiva: un paradiso agreste auto-sufficiente, collegato con i vicini da una rete di canali e condotti. In quel paesaggio tutto era irrigato, riscaldato e raffreddato, motorizzato e mandato avanti grazie a una tecnologia assai più sofisticata, sotto ogni aspetto, di quella della città che avevano abbandonato[…]
Per duecento anni l’uomo proto-industriale aveva saccheggiato le risorse naturali della Terra […]
Gli abitanti di Città Giardino sapevano che la loro tecnologia — con l’orticoltura tanto progredita e la loro capacità di attingere energia dal sole, dal vento e dalle maree — era andata assai più in là dell’età del petrolio e del carbone con le sue popolazioni affamate di proteine, l’illimitato inquinamento dell’aria, della terra e del mare.”
A proposito di conflitti parrebbe che nel romanzo breve di Ballard, a smentita della narrazione speranzosa condivisa sopra, se ne trovano parecchi. ;D

Recensioni

“I Vegumani”, romanzo scritto da Clelia Farris, è stato recensito da Franco Ricciardiello

Scrive Franco: “Secondo aspetto che differenzia questo bel romanzo dal filone catastrofico, è il fatto che non vi è una regressione tecnologica: i suoi protagonisti non sono umani impotenti in uno scenario ostile; utilizzano una tecnologia decisamente più avanzata della nostra, sfruttano l’acqua con un’efficienza che oggi neppure riusciamo a immaginare, hanno stampanti che riproducono libri a richiesta, su un tessuto speciale riciclabile, e sono in grado d’influenzare il clima su scala micro-locale.
Se Franco scrive Bel romanzo, è il caso di leggerlo. 😀

“Le grand vertige”, di Pierre Ducrozet è la seconda recensione di Franco

La trama. “Di fronte ai pericoli del cambiamento climatico causato dall’attività umana, un centinaio di governi nazionali, tra i quali significativamente non figurano né gli USA di Trump né la Russia di Putin, istituiscono una “Commissione internazionale sul cambiamento climatico e per un nuovo contratto naturale” (CICC), a capo della quale nominano di comune accordo un anziano pioniere del pensiero ecologista, Adam Thobias, con uno stanziamento di 120 miliardi.

Chi è Adam Thobias?

Un borghese ozioso. Un umanista disperato. Un antispecista. Un transumanista. Uno scienziato pazzo. Un genio. Un utopista. Un ciarlatano. Uno scienziato chiaroveggente. Un maniaco. Un venditore di tappeti. L’unico essere responsabile e coerente. Il più grande truffatore della storia. Un visionario. Un pagliaccio.”
Pensiamo che sia la persona più adatta all’incarico se si tratta di antispecista, utopista, l’unico essere responsabile e coerente, un visionario. 
I pagliacci hanno già ampiamente dimostrato cosa sono in grado di combinare.

Prossimi appuntamenti

Saremo presenti al Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino –
Domenica, 13 novembre, ore 14:30, all’incontro “Estetica, Resistenza, Utopia: le città di domani raccontate dal Solarpunk“. Silvia Treves e Franco Ricciardiello


Inoltre saremo presenti, il 19 novembre, nell’ambito della manifestazione Book City, presso il Covo della Ladra, alle 11, all’incontro “Fantascienza un genere, femminile” Romina Braggion

e alle 16, sempre al Covo, all’incontro “Oltre la soglia, pensare e scrivere Solarpunk”.  Giulia Abbate, Romina Braggion, Commando Judgenstil, Franco Ricciardiello

Per questo mese è tutto, da Solarpunk Italia. Ci vediamo da qualche parte?

Consulta qui l’archivio delle newsletter.

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