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Idee per scrivere Solarpunk

Questa rubrica raccoglie idee da riviste e pubblicazioni scientifiche, un archivio a disposizione di chi vuole scrivere letteratura solarpunk, ma anche semi per chi ama la lettura e per chiunque si interessi a ciò che può cambiare in meglio il nostro futuro.

di Silvia Treves

È possibile raffreddare l’Artico?

Un nuovo studio norvegese conferma che l’Artico si sta riscaldando quattro volte più velocemente del resto del mondo e, in alcune aree, fino a sette volte.

Uno dei motivi è lo scioglimento del ghiaccio dovuto al cambiamento climatico: l’acqua oceanica, di colore blu, assorbe più radiazioni solari rispetto al ghiaccio, che è bianco. Più ne assorbe e più si scalda, provocando lo scioglimento di altro ghiaccio, e la situazione si avvita, giungendo a quello che gli scienziati chiamano “punto di svolta”.

Questa crisi non riguarda soltanto l’Artico: lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia potrebbe aumentare il livello del mare, e le correnti oceaniche potrebbero essere modificate, influendo su modelli meteorologici in altre parti del pianeta.

È possibile bloccare questo effetto a catena?

Un paio di modi ci sarebbero, ma vanno confermati da nuovi studi.

Riempire i cieli di particelle

Quando un grande vulcano erutta, raffredda il pianeta per lunghi mesi (es. il Monte Pinatubo nel 1991). Ciò è dovuto all’anidride solforosa e alla cenere emesse dal vulcano che, rilasciate nella stratosfera, causano la formazione di piccole particelle che riflettono l’energia solare nello spazio. In questo modo, il terreno sottostante viene raffreddato.

Volendo raffreddare in special modo l’Artico si potrebbe rilasciare anidride solforosa soltanto alle alte latitudini dell’emisfero Nord, dove la stratosfera comincia molto più in basso (9 km contro i 17 km dell’equatore.

Sbiancare le nuvole

Le polveri disperse in atmosfera agiscono come nuclei di condensazione per il vapore acqueo che forma le nuvole. Sulle terre emerse, le polveri e altre minuscole particelle sono molto numerose, invece sull’oceano sono poche, così le nubi tendono a formarsi attorno ai cristalli di sale liberati dopo che le goccioline di spray marino evaporano nell’aria. Il tipo di nuvola dipende dalle dimensioni dei cristalli di sale: nuvole formate da goccioline più piccole appaiono più bianche e riflettono più luce solare di quelle formate da gocce di dimensione maggiore.

Inviando nell’Artico barche con pompe e ugelli adeguati, sarebbe possibile “sbiancare” le nuvole oceaniche creando spray marino di dimensioni minori.

Ovviamente queste due idee non risolverebbero il problema, ma potrebbero farci guadagnare tempo mentre lavoriamo seriamente per abbassare il livello di gas serra nell’atmosfera.

Fonte : The Conversation, agosto 2022

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