Dopo il successo – o meglio l’impatto – della prima antologia Solarpunk italiana, Assalto al sole, arriva la seconda

Ecco come la introduce il curatore, Franco Ricciardiello

Franco Ricciardiello (a cura di), Ancora il mondo cambierà. La seconda antologia solarpunk di autori italiani. Odissea Fantascienza n. 107, 304 pag., € 16,00, Delos Digital 2022, ISBN 9788825418767. Edizione ebook: Atlantis Collection n. 1, € 5,99 ISBN 9788825419146

A un anno di distanza da “Assalto al sole – la prima antologia solarpunk di autori italiani”, pubblicato dalla casa editrice Delos Digital nel settembre 2020, predecessore diretto di questa raccolta, è forse il momento di considerare lo stato dell’arte, cioè la diffusione della nuova fiction utopica nel nostro paese.

Un recente intervento durante il festival del libro fantastico Stranimondi, il 12 settembre 2021 a Milano, ha fatto il punto sulla “fantascienza sostenibile”, portando a uno stesso tavolo i principali attori di quella che si può a buon diritto definire “rete italiana solarpunk”:

  1. il Commando Jugendstil, nella persona di Laura Zanetti Domingues e Guglielmo Miccolupi, che agisce tra Londra e Milano: la prima esperienza che in Italia si sia definita solarpunk, sbilanciata verso l’azione ma presente anche in campo letterario; le pagine social riportano nella descrizione “Manifesti Energetici Solari: Arte per l’Energia, Energia per l’Arte. Costruiamo una nuova immagine della città attraverso le energie rinnovabili”;
  2. la casa editrice romana Future Fiction nella persona di Francesco Verso, che dietro lo slogan “raccontiamo le storie di domani” ha tradotto per il pubblico italiano testi provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto da paesi non anglofoni, a dimostrazione che il solarpunk è presente nella scrittura di autrici e autori di tutte le tradizioni culturali: solo per ricordare le ultime antologie di Future Fiction da Turchia, Africa, Cina;
  3. il sito Solarpunk Italia (solarpunk.it) fondato nel gennaio 2021 come punto di riferimento per gli appassionati italiani, archivio di interventi tradotti dall’estero, di informazioni, di elaborazione sull’estetica e la fiction solarpunk;
  4. infine la collana Atlantis di Delos Digital, inaugurata a marzo 2021 per ospitare letteratura solarpunk inedita di autrici e autori italiani, e anche con l’inconfessata ambizione di costruire nel nostro paese una poetica e un’estetica della nuova utopia.

Di quest’ultima iniziativa è curatore il sottoscritto, e la presente antologia è una raccolta dei primi sette racconti usciti in formato eBook tra marzo e settembre 2021.

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Il panel di Stranimondi citato più sopra aveva come sottotitolo “Iniziative editoriali e attivismo ecologico per un nuovo modo di immaginare il futuro. Una call-to-action”: una chiamata alle armi dunque, per chi sente sia venuto il momento di andare oltre il catastrofismo del nuovo distopico che sta fagocitando la science fiction, con il rischio che rappresenti l’unico immaginario del futuro prossimo.

Questa antologia raccoglie i primi autori che hanno risposto con un proprio racconto alla call-to-action letteraria. Sono nomi già apparsi nelle collane Delos Digital, e anche in altre iniziative editoriali, quasi tutti legati alla science fiction perché è naturale che le prime elaborazioni solapunk nascano tra chi è abituato a riflettere sul futuro.

Ogni letteratura nazionale possiede una sotterranea corrente utopica che forse non ha mai davvero anticipato il futuro, ma indubbiamente ha seminato nel pensiero le radici di un avvenire migliore. Atlantis è un progetto organico che cerca anche lettori estranei al classico pubblico di fantascienza; presenta storie di anticipazione, redenzione, riscatto, sostenibilità, senso del meraviglioso, solidarietà, arte, tecnologia, scienza, energia, democrazia, utopia anche ambigua…

Gli autori e le autrici raccontano il futuro con sguardo nuovamente ottimista.

“Non importa quanto questo nostro mondo vi sembra brutto, il futuro è ancora peggiore” ci dicono le distopie, giustificando implicitamente lo stato di cose presente. La narrazione distopica non ha la forza per reagire allo shock dell’apocalisse climatico-sociale, si è avvitata nel conservatorismo e in un estinzionismo di tendenza che non ha più l’ambizione di anticipare il futuro. Questo respinge i lettori interessati alla speculazione, al progresso etico, morale e sociale.

“Atlantis” viene dall’Atlantide, la prima utopia della civiltà umana: il continente sommerso, una terra ricca che ospitava edifici imponenti e bellissimi, generava beni e prodotti in abbondanza per sostentare la numerosa popolazione, retta da governi sobri e virtuosi. Atlantide, duemila anni prima dell’isola di Roger Bacon, uno specchio rivolto al passato per mostrarci la direzione del futuro.

Per fornire una panoramica il più possibile articolata di “storia futura”, nella tradizione di molte opere della migliore fantascienza, ho compilato programmaticamente una rosa di temi/argomenti come suggerimento per la trama, o che possono servire come ambientazione. Ciascuno dei racconti contenuti in questa raccolta, così come quelli che appariranno in futuro, parte da uno di questi temi. Qualche parola in dettaglio, quindi, sui singoli testi, compreso il breve commento che ho scritto per la pubblicazione di ciascuno di essi.

Cinque stagioni su Eureka di Davide Del Popolo Riolo, scrittore premio Urania 2019 con il romanzo Il pugno dell’uomo, ha come tema “Politica, rappresentanza, democrazia partecipativa”.

Su altri mondi, tra stelle lontane, l’umanità potrà considerarsi guarita dall’ingiustizia e dalla sopraffazione che hanno caratterizzato tutta la sua storia sulla Terra? Oppure come ogni volta non imparerà nulla dal passato? La città-stato di Nea Atena è una colonia che le Nove Potenze Spaziali hanno fondato sul pianeta Eureka, impegnandosi formalmente a non danneggiarne l’ecologia, a rispettarla, tutelarla e proteggerla in ogni modo; a questo scopo è nata l’APC, Amministrazione Planetaria Centrale. Ma è già accaduto nel passato che un potere non sottoposto a controllo si senta svincolato da qualsiasi regola etica, morale o democratica: e l’utopia di Nea Atena si trasforma in un incubo totalitario che non tollera opposizione. Cosa può fare un cittadino quando si sente libero, come il giovane Erno, che in famiglia si è nutrito del dolce latte della democrazia? Non c’è da stupirsi se sarà la galera, invece della scuola, il luogo in cui imparerà il valore della solidarietà, della resistenza nonviolenta e dell’azione collettiva.

Quando parliamo di Solarpunk si fa sempre molto fatica a delineare bene i concetti che lo caratterizzano. Io stesso molte volte sono portato a considerare parte del genere tutte quelle storie “green” o “positive” a prescindere. Ma cosa è positivo in assoluto? Ecco perché è necessario mostrare un contesto, una società distopica o dittatoriale persino, in cui i protagonisti si muovono verso il tentativo di cambiare in meglio le cose. In quella visione che comprende appunto non solo il “solar” ma anche e soprattutto il “punk”, la protesta. In questo senso “Cinque stagioni su Eureka” è un vero e proprio esempio di questo genere, perché in poche pagine riesce a farci partecipi di quanto sia importante agire concretamente in prima persona per ottenere un qualche cambiamento.

Fantascienzaoggi
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L’infinita leggerezza dei quanti di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini ha invece come tema “Distribuzione delle risorse, energia a buon mercato, civiltà post-industriale”.

Alzi la mano chi pensa che il nostro sia il migliore dei mondi possibili. Di certo non lo pensa Joseph Lovato, costretto dalla paranoica Giunta militare al governo a diventare soggetto di un esperimento dall’esito incerto: per provare l’utilità pratica delle ipotesi sulle particelle elementari, verrà “trasferito” istantaneamente come un oggetto quantistico tra due punti distanti. Qualcosa non funziona secondo le previsioni, Lovato si ritrova in una realtà parallela, agli antipodi rispetto al presente distopico da cui proviene. La società cui appartengono Mary, Peter e gli altri scienziati che entrano in contatto con lui, è una specie di anarchia democratica, decentrata in America settentrionale, decisamente orientata alla scienza, con un impatto antropico sostenibile per l’ambiente. Nella migliore tradizione della fantascienza sociologica, Carducci e Fambrini raccontano una società utopica che ha vinto contro il nemico peggiore: la natura umana. Tuttavia, l’utopia è circondata avversari agguerriti che preparano un’invasione, e Lovato sarà chiamato a contribuire, con la sua preparazione scientifica, a debellare la minaccia.

Gli autori suggeriscono un ripensamento della società alla luce di grandi catastrofi ambientali avvenute nel passato (nel nostro caso, il disastro nucleare di Chernobyl del 1986) e lo utilizzano come sfondo per dar vita a un racconto futuristico ricco di interessanti dettagli tecnico-scientifici, intriganti segreti e rivelazioni nonché personaggi memorabili.

Caterina Franciosi, Il salotto letterario
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Memorie di una ragazza interrotta di Romina Braggion affronta l’argomento “Questioni di genere, morale, cambiamenti di mentalità e di linguaggio”: è una storia maledettamente radicale per la sensibilità odierna; ma è evidente che, nel mondo futuro che racconta, l’epoca estremista sarebbe quella in cui viviamo adesso.

In un futuro piuttosto remoto, la giovane Ada è una sophista, una studentessa che vive in una comune di sole donne sulle montagne intorno al Lago Maggiore, con un impatto sostenibile sul territorio. Come le altre compagne,  le giornate di Ada sono scandite da studio, lavoro e socialità, ma questa non è un’organizzazione di tipo monastico. I rapporti interpersonali sono regolati da relazioni totalmente aliene, con ruoli sessuali come matrici e nutrici: questo in virtù di una mutazione iperosmica in seguito alla quale gli umani maschi si sono estinti secoli prima. E allora il travaglio interiore di Ada, che la conduce alla soglia della maturità, affonda le radici in una vicenda molto più prossima al nostro tempo: la fuga di due donne, Elisa e sua madre, attraverso un mondo lacerato da una vera e propria guerra totale tra i generi. Il futuro della civiltà è affidato alle due, alla loro eredità morale e al Libro delle Femmine che ne sarà il risultato e che dopo secoli rischia di fossilizzarsi in un dogma inattaccabile.

Romina Braggion è un’autrice tosta, conosce le dinamiche di uno storytelling che non fa prigionieri e difende le sue idee con tenacia non comune. In questo racconto ho trovato, infatti, tutta la sua caparbietà unita a un’abilità non comune nella costruzione di uno scenario descritto in modo molto evocativo. […] A questo punto mi ri-sorge il dubbio che il solarpunk di alcunə sia una terribile distopia, se non l’apocalisse, per altrə…

Debora Donadel, FantascienzaOggi
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Fenice citoplasmatica di Irene Drago sceglie come tema “Genetica, medicina, terapia nel futuro prossimo”.

Se vi immaginate il futuro come una civiltà uniforme — la distopia di un soffocante controllo totale, oppure l’utopia sostenibile in cui non esistono più conflitti — siete lontani dalla verità. C’è la revolución verde, certamente, con le intuizioni floreali della bioarchitettura, ma c’è anche l’incidente alla centrale nucleare di Bushehr sul Golfo Persico, e le mutazioni genetiche che ha provocato sulle creature viventi. Andrea ha studiato e collaborato con le migliori menti della biotecnologia, cervelli da premio Nobel, e adesso ha accettato un lavoro in una divisione all’avanguardia della ricerca medica a Teheran, nella Seconda Repubblica Islamica. Ma tutte le sue conoscenze e relazioni, e tutti i mezzi dell’ingegneria genetica avanzata sembrano impotenti contro il cancro che sta per mangiare viva sua figlia. Qual è la soluzione, quale la via della speranza? Chi lo aiuterà? L’australiano Jack King, che lavora nella zona radioattiva di Bushehr? I risultati sull’embriogenesi raggiunti da Rosselli alla Kromanthea, l’azienda biogenetica chiusa trent’anni fa? La sua ex insegnante Ricci, che si dice lavori sull’Alzheimer e il Parkinson, e sulle cui ricerche l’amico Ivano, il genio della neurologia, sopravvissuto a un coma, si è lasciato scappare: “Tu non hai idea di…?”

Gli elementi vengono sparsi qua e là, non descritti ma mostrati, perché il protagonista e gli altri personaggi già li conoscono e non hanno necessità di ripeterseli. La reticenza è una forma narrativa elegante, che dà grandi soddisfazioni, un patto sottinteso fra chi scrive e chi legge, chiamato a partecipare attivamente alla storia.

Silvia Treves su Solarpunk Italia
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Il tema futuribile di Margine di incertezza di Silvia Treves è “Lavoro, civiltà post-industriale, migrazioni, space economy”.

Perché il Ministero spedisce sull’isola artificiale di Fortunata, agro-cooperativa libertaria e aspirante micronazione nata nel periodo più buio dell’emergenza climatica, un inviato speciale come il T-consulente Ignas, dotato di poteri extrasensoriali? Perché l’isola ha chiesto di non invadere il suo spazio aereo, e cosa sta succedendo nelle dinamiche tra i suoi abitanti originari, i consorti, e gli ultimi arrivati, i cugini, dirottati qui dalle basi lunari di Pandia e dalla Fascia degli asteroidi dove avevano scelto di emigrare? Dichiarati in esubero dalle compagnie private che sfruttano i satelliti, per rappresaglia contro le onerose direttive eso-ambientali approvate dalla Nuova Sostenibilità Responsabile che governa la civiltà umana, i cugini male si adattano a questa sistemazione di ripiego che delude le loro aspettative. Chiamato a comporre una trattativa di lavoro, Ignas si trova invischiato in un pre-conflitto civile che si fa improvvisamente pericoloso quando scopre che la sua antagonista diretta ha a sua volta poteri mentali fuori dall’ordinario. Per sistemare la questione e neutralizzare il pericolo sociale, Ignas dovrà ricostruire la dinamica di un incidente mortale avvenuto sulla Luna, e trovarsi faccia a faccia con gli ottimati che ancora detengono un potere quasi incontrastabile grazie all’entità della loro ricchezza.

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Un bel dì vedremo di Andrea Franco ci racconta “Il futuro dell’arte”, in particolare della musica lirica.

Tra le manifestazioni artistiche, la musica è fra quelle che più immediatamente caratterizzano un’epoca. Il Novecento, con la novità dell’audioregistrazione, ha reso possibile riprodurre e ascoltare tutta la grande musica del passato, e prodotto di conseguenza una quantità di appassionati fruitori di musica d’arte — non ultima la lirica. L’Italia, culla dell’Opera per quasi tre secoli, anche nel futuro prossimo tramanda la tradizione dei grandi interpreti nelle loro esibizioni dal vivo in teatro, con la non trascurabile particolarità che davvero è possibile apprezzare voci come quella del soprano Rosina Storchio (1872-1945), lì sul palco del Teatro dell’Opera di Roma o del San Carlo di Napoli. Non è un trucco di magia, né resurrezione, ma tecnologia cybo, ultima frontiera della bioingegneria: clonazione più cibernetica, ed ecco una nuova versione dell’umanità — una razza diversa, invece, per chi ritiene ad esempio che le cyborg attitudes non siano espressione artistica, bensì frutto di un applicativo software. La legislazione deve naturalmente prendere atto dell’esistenza dei cybo; ma secondo quale principio? Come esseri autonomi, dotati di raziocinio e creatività, oppure con tutta la diffidenza di una società conservatrice che sente minacciata la concezione tradizionale dell’essere umano? Il risultato finale sarà influenzato dal braccio di ferro tra un direttore d’orchestra come il Maestro Clemens Zimmermann, pervicacemente ostile alla novità, e il lungimirante Paolo Mastrilli, ministro della Ci’Cultura, che si sente direttamente coinvolto nel problema etico dei cybo.

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Infine, il settimo titolo presente in questa antologia è Il futuro non venne mai, autore il sottoscritto; anche questo racconto ha come tema “Le arti nel futuro prossimo”.

È l’Interludio, un periodo interstiziale tra il mondo di oggi, l’Antropocene, e il mondo della sostenibilità, lo Chthulucene. La città di Purpura Marina affida a Simon Drago il compito di scolpire in un scogliera sul mare il volto della fondatrice della democrazia integrale, Amala Singh; ma l’artista viene contestato dagli chthulupunk, attivisti ecologisti radicali che non vogliono la roccia deturpata da un mastodontico bassorilievo. Drago ha due figli: Santiago, che sta facendo uno stage di formazione sulla colonia lunare, e Miriam, artista multimediale le cui canzoni infiammano i giovani di un’Africa ancora sottomessa da dittature corrotte e dal soffocante moralismo della chiesa pentecostale. Di Miriam è perdutamente innamorato il piccolo Enkel, figlio di amici. L’equilibrio tra i personaggi viene sconvolto dall’arrivo di Lauriana Montiel, ex star del retrorealismo, un’arte che trasforma vecchi film in bianco e nero del XIX secolo in opere in 3D, con i protagonisti sostituiti da attori in carne e ossa. La bella Lauriana diventa la personificazione dell’ideale femminile per Enkel e un incubo per Miriam, che intuisce qualche trascorso nel passato del padre e dell’attrice. La soleggiata, verde Purpura Marina si trasforma inevitabilmente nella scenografia di un dramma.

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Per chi avesse interesse a approfondire l’argomento solarpunk, è disponibile una grande quantità di materiale critico e informativo sul sito Solarpunk Italia, gestito da una redazione che comprende, oltre al sottoscritto, Giulia Abbate, Romina Braggion e Silvia Treves, e che ha come collaboratori Marco Melis, Riccardo Muzi e Antonio Ippolito.

Buona lettura.

Franco Ricciardiello

Il presente intervento è apparso anche su Robot n. 94, gennaio 2022


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