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Maria-Antònia Martí Escayol, Macchine per spremere i cuori, Delos Digital 2023, ebook € 1,99

Cercando tra le nuove proposte della fantascienza europea di Delos Digital, mi sono imbattuto in questo racconto della docente e scrittrice Maria-Antònia Martí Escayol, Macchine per spremere i cuori. Il titolo potrebbe essere fuorviante, non indicando immediatamente ciò in cui il lettore viene immerso una volta iniziata la lettura, ma in realtà fa riferimento a una trascrizione fatta dal poeta e sacerdote catalano Jacint Verdaguer. C’è qualcosa di affascinante che da subito cattura l’attenzione: siamo a Barcellona, in un futuro prossimo dove l’innalzamento degli oceani ha sommerso la città. I personaggi si chiamano Sindaca e Consigliera alla cultura; per la prima il probabile riferimento va all’ex sindaca Ada Colau Ballano, figura emblematica che ha saputo imprimere una direzione solarpunk alla capitale della Catalogna.

La Sindaca di cui non viene mai svelato il nome vuole spostare lo zoo cittadino del Parc della Ciutadella all’interno di Park Güell di Gaudí, un’idea che fu proposta veramente nel 1960 dall’architetto e scrittore Nicolau M. Rubió i Tiduri, ma poi mai realizzata. In questo mondo immaginato da Martí Escayol, però, gli animali hanno preso coscienza della loro condizioni di sfruttati dopo il “Discorso dell’Abisso”, pronunciato anni prima da un grande uccello marino come atto d’accusa contro le fondamenta della civilizzazione dell’umanità.

La Sindaca ha bisogno di trovare un accordo con gli animali e così si affida a una giovane che ha millantato nel suo curriculum di conoscere il linguaggio delle belve. Il resto non sarà svelato qui, ma si può affermare che nonostante la scrittrice riesca a portarci all’interno di un mondo fantastico di “borgesiana” e forse anche “wellsiana” memoria, da Il libro degli esseri immaginari a L’isola del Dr. Moreau, stavolta questo  tipo di immaginario è ricostruito e riproposto sotto una lente critica animalista e ambientalista.

Chi arriva da una certa cultura progressista, non avrà faticato a notare come nella Spagna moderna sia presente un laboratorio della sinistra anti-capitalista, ecologista, femminista, che ha dato dei frutti ed elaborato proposte serie su come re-immaginare la società in un paese democratico, avanzato ed europeo. Non tutto può funzionare, questo è chiaro, ma la politica vera è anche di questo che si nutre: di tentativi, successi, fallimenti, per ricalibrare il tiro, gli obiettivi, allargare visioni. Credo che questa visione solarpunk sia presente in alcune visioni politiche spagnole e specialmente nel racconto di Martí Escayol. Chi vuole dare uno sguardo a una diversa lettura del mito dell’Apocalisse (o del cambiamento climatico), scritto con un’accurata scelta delle parole, dense e appassionate, può fare riferimento a questa allegoria post-umana. Per noi si è trattato di una lettura rinfrescante e originale nel panorama della fantascienza utopica europea.

Matteo Scarfò
M.A. Martí Escayol
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