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Federica Timeto, Bestiario Haraway. PER UN FEMMINISMO MULTISPECIE, MIMESIS, 2020, Cartaceo €19,00, Ebook €13,99

Nel Medioevo un bestiario era un testo che descriveva animali, reali o immaginari, assegnandogli spesso una funzione simbolica o allegorica. In “Bestiario Haraway”, la sociologa Federica Timeto passa in rassegna le creature che da sempre brulicano nei saggi di Donna Haraway, approfondendo i concetti chiave della filosofa americana ed elaborando una teoria femminista multispecie, seguendo le tracce delle molte vite che la animano, dai primati ai cani, dagli organismi transgenici ai simbionti dello Chthulucene.

Il volume è composto da una sezione introduttiva in cui l’illustratrice Silvia Giambrone presenta le illustrazioni con i relativi animali. Il capitolo seguente, “Animali che significano: Note introduttive a un bestiario naturalculturale”, l’autrice introduce l’approccio teorico di Haraway e la sua concezione di animale. In “Nella danza del pensare-sentire. Una conversazione con Donna Haraway”, c’è una interessante intervista inedita alla filosofa americana, che invita a cogliere sempre le sfumature, ad analizzare ogni relazione inter e intra-specie a sé, senza radicalizzazioni:

«Non sono pro-life, non condivido la feticizzazione della nozione di vita proprio perché credo che escluda la considerazione delle specifiche relazioni. Ho un profondo rispetto per gli attivisti animalisti radicali che dicono “Stop, basta uccidere vite animali”. Li rispetto perché sono assolutamente convinta che viviamo in un regime in cui si abusa delle uccisioni di animali non umani per scopi (umani) ingiustificati. […] Viviamo in circostanze complesse, posso uccidere o supportare l’uccisione di un embrione umano, uccidere o supportare l’uccisione degli animali da laboratorio in situazioni che, non definirei inevitabili, ma…il punto è che non possiamo agire innocentemente».

«Non esiste decisione che non implichi una qualche forma di violenza. Ed è una violenza di cui siamo responsabili: potremmo sempre esserci sbagliati, dunque dobbiamo essere pronti a riconsiderare ogni volta le nostre azioni. Comprendere che non era la cosa giusta da fare».

Nei capitoli successivi si esaminano gli organismi simpoietici harawayani: i primati, i gatti, i piccioni, i cyborg, i cani, i microrganismi, i tentacoli, le camille. Chiude una nota a margine di Massimo Filippi.

Per Haraway, gli animali umani e non umani sono specie compagne, che divengono insieme in una ininterrotta storia di coevoluzione. In questo bestiario contemporaneo, gli animali – che sono stati modelli, strumenti e figure dell’umano – sono agenti sociali, si muovono, agiscono e resistono. Ogni capitolo traccia delle piccole storie naturalculturali, ibridando filosofia, mitologia, scienze e arti.

Federica Timeto insegna Sociologia delle arti all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa di teoria femminista e studi culturali con particolare attenzione ai nuovi media e alla visualità e alle intersezioni di femminismo e antispecismo.

Marco Melis
sun-solarpunk
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