Categories:

recensione di Riccardo Muzi
Trama:

Captain Fantastic è Ben Cash. L’uomo vive con sua moglie Leslie e i loro sei figli Bo, Kielyr, Vespyr, Rellian, Zaja e Nai, in una casa sperduta fra le montagne dei monti della contea di Washington, nel Nordovest degli Stati Uniti. Dopo sei anni di isolamento dal resto del mondo, Ben è costretto a fare ritorno nella società con i suoi sei figli. Il contatto con la realtà gli darà modo di mettersi discussione come padre e di riflettere sul significato di essere genitore.

Commento:

Se esiste un mestiere più difficile del genitore, è quello del genitore punk. Non stiamo certo parlando di padri e madri con creste fluorescenti sulla testa, ma di persone che hanno deciso di rifiutare le strutture economico-sociali proposte dalla società capitalistica per vivere in maniera alternativa. Di queste persone, quante ce ne siano in giro non è dato saperlo, anche perché il sistema, in qualche modo, ci tiene anche a tenerle nascoste, ma ecco che Captain Fantastic ci ricorda della loro esistenza. È un reminder sotto forma di film che si dipana sui registri della commedia e del dramma, amalgamando i due generi con sapienza ma sempre a favore della leggerezza, magari mitigata da un retrogusto amaro. Ma i temi di partenza, rimanendo in ambito “punk”, sono fondamentali: la famiglia Cash vive senza elettricità, non ha la tv, rifiuta il cibo industriale e la cultura predominante: Ben e Leslie, i genitori, sono anche gli insegnanti dei loro sei figli che hanno educato alla vita immersa nella Natura. Agricoltura biologica, caccia (ahimè), conoscenza del territorio in cui si vive e scoperta di quello circostante, letture sempre di qualità, utopie ed esercizio fisico. Proprio sullo scontro fra questo alternativo modus vivendi e il mondo contemporaneo, viene giocata la carta della commedia con risvolti drammatici. “Papà, cos’è la Coca cola? Acqua avvelenata”.

Ci vuole coraggio, determinazione e fede nelle proprie ragioni per contrastare l’accerchiamento di un mostro a più teste come quello della società capitalistica. Captain Fantastic non è di certo il prontuario del bravo rivoluzionario, che in alcuni casi viene anche messo in ridicolo, ma con il suo vezzo dissacrante mette a nudo alcune tratti essenziali dell’umanità, specialmente nella sua fase genitoriale. Papà Ben, un superbo Viggo Mortensen,  in cuor suo sa bene di condurre una battaglia impari contro il mondo circostante, ma sa altrettanto bene quanto lavoro abbia fatto perché certi valori fossero insiti nell’animo dei suoi figli. E quando due mondi, due visioni, due di modi di pensare, uno più conformista e uno “punk”, si scontrano accade questo:

– Anche se superassero tutte le prove a cui li sottoponi, sarebbero comunque impreparati al mondo reale. -Io invece ritengo il contrario, i nostri figli potrebbero diventare re e filosofi, e questo mi rende felice.”

Perché alla fine, bisogna anche pensare alla fine. Alla nostra di fine, anche allegramente, spensieratamente e pensare anche a cosa si lascia e a cosa resterà veramente di noi, ma con disincanto, senza quel portato tragico tipico della cultura occidentale (non è un caso che durante il film si assista ad un funerale meraviglioso). In poche e semplici parole bisogna anche pensare al futuro, forse unico vero obiettivo del nostro esistere, forse l’obiettivo più sottovalutato e trascurato. “Se credi che non ci sia speranza, farai in modo che non vi sia alcuna speranza. Se credi che esista un istinto verso la libertà, farai in modo che le cose possano cambiare. Ed è possibile che tu possa contribuire a creare un mondo migliore”. Ovviamente la famiglia Cash non veleggia verso un mondo migliore, ma ci prova, lo immagina, anche con dissidi, scontri e litigi a volte duri. In questo senso Captain Fantastic suggerisce, con il fare ironico, che cambiare il mondo potrebbe essere un lavoro più difficile di quello di genitore, anche nella versione punk. Anch’esso va affrontato senza la paura costante di commettere errori, perché già l’afflato verso il cambiamento, può generare cambiamento. “Ho fatto un errore bellissimo ma un errore. E io lo sapevo”.

Crediti:

Titolo originale: Captain Fantastic; paese di produzione: Usa; Anno: 2016; durata: 118 minuti; Regia e sceneggiatura: Matt Ross; Cast: Viggo Mortensen, Frank Langella, George MacKay, Samantha Isler, Annalise Basso, Nicholas Hamilton, Shree Crooks, Charlie Shotwell.

Riccardo Muzi
Torna al blog di solarpunk.it
Leggi il nostro manifesto
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Riceverai una mail mensile con:
riepilogo dei post del mese; info su appuntamenti e presentazioni; ultime uscite; un post dal nostro archivio; un editoriale della redazione.
Condividi il post

Comments are closed