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Bruce Sterling, Atmosfera letale (Heavy Weather, 1994) traduzione di Stefano Cardinale, Oscar Mondadori 2009,

Pubblicato negli USA nel 1994, questo romanzo di Bruce Sterling può essere indicato come uno de primi esempi di climate fiction, benché l’etichetta sia stata coniata oltre dieci anni più tardi. La vicenda è ambientata nel nostro secolo, in un pianeta sconvolto dal disastro ecologico provocato dal capitalismo. Il clima è impazzito, gli abitanti sono in balia di virus mutanti.

Il protagonista, il ventiduenne Alex Unger, affetto da varie patologie ai polmoni, fugge da una clinica messicana dove i pazienti sono praticamente reclusi, e insieme alla sorella maggiore Jane si unisce al Progetto Tempesta, un gruppo di ricercatori che inseguono a scopi scientifici tornado negli USA desertificati dall’effetto serra. Jane inizia una relazione con Jerry, il responsabile del progetto. Sono in attesa del verificarsi di un F-6, un evento meteorologico finora solamente teorizzato con proiezioni matematiche, atteso in Oklahoma, nella parte centrale della Tornado Alley, e potenzialmente in grado di mettere in pericolo decine di migliaia di vite.

Naturalmente Alex, malgrado la sua affezione, e gli altri raggiungeranno l’F-6, ma si scontreranno con un gruppo di fanatici incaricati, da qualche potere che non si rivela, di tenere sotto controllo la demografia del pianeta con la diffusione di virus patogeni.

Un Bruce Sterling in grande forma, per la prima volta alle prese con temi distanti dal cyberpunk e dalle reti informatiche, che dimostra una prosa matura e convincente e costruisce personaggi magnifici, oltre a situazioni narrative che ancora oggi rimangono scarsamente battute.

Franco Ricciardiello
sun-solarpunk
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