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Kassandra Montag, Terre sommerse (After the Flood, 2019) tr. Ilaria Katerinov, HarperCollins, 2020 pp. 432  € 19,00 stampa

Nel panorama delle opere che possiamo classificare come “fiction climatica”, questo romanzo della statunitense Kassandra Montag occupa un posto particolare. Mentre gli altri romanzi raccontano una progressiva, inarrestabile, catastrofica desertificazione a partire dal sudovest degli USA, o al massimo un’alternanza di siccità e piogge rovinose, Montag immagina un innalzamento del livello dei mari tale da sommergere la maggior parte del continente.

Dal testo, niente sappiamo del destino del resto del mondo: ma in America il “Diluvio dei sei anni” ha provocato prima la migrazione verso est, verso le Montagne Rocciose, della popolazione che si poteva spostare, e poi il crollo della civiltà in una frammentazione di comunità ostili.

Nella sommaria cartina riprodotta in una delle prime pagine, il continente è ridotto a un arcipelago quasi lineare, in corrispondenza della dorsale continentale, tra l’Alaska e le Ande, lungo le Montagne rocciose e il Messico centrale. L’autrice non fornisce una spiegazione scientifica, o meteorologica, di questo antefatto, e ciò potrebbe essere un punto di demerito agli occhi del lettore interessato alla plausibilità delle premesse; tuttavia ci sono altri elementi che compensano questo disvalore, e rendono interessante la lettura.

Primo elemento. La quest della trama è innescata da una ricerca personale della protagonista Myra. Alcuni anni prima, suo marito l’ha abbandonata nel periodo delle grandi piogge, portando con sé la figlia di pochi anni. Dei due si è perduta completamente traccia; però nei primi capitoli Myra scopre addosso a uno sconosciuto un ciondolo che apparteneva alla figlia, e da lui viene a sapere che Row, ormai ragazzina, vive in una lontana isola, La Valle, ubicata sulla cosa est della Groenlandia, oltre l’Atlantico che ha sommerso il Canada.

Nel caos politico e sociale che ha fatto seguito alla disgregazione dello stato, ci sono entità che si sono imposte con la violenza e la sopraffazione sulle altre: in questo mondo divenuto acquatico, la pirateria torna alla ribalta, con navi che impongono tributi e sottomissione a comunità sparse, la cui economia è fondata sul baratto. Row, che si avvicina alla pubertà, rischia di finire su una delle famigerate “navi da riproduzione”, dove i pirati tengono in cattività giovani donne allo scopo di aumentare la popolazione.

Secondo elemento. Anche con queste premesse, l’argomento centrale del romanzo non è tanto la guerra di tutti contro tutti, così caratteristica del genere post-apocalittico, quando il tentativo di fare comunità.

Questo libro è ambientato in un futuro distopico, ma Montag esplora questioni che riguardano la vita di tutti i giorni. Come decidiamo di chi fidarci? Cosa definisce la famiglia? Montag si è impadronita delle mie emozioni, facendole salire e scendere come le onde su cui viaggiavano le barche. Anche quando non lo stavo leggendo, pensavo al libro, desiderando di scoprire il destino dei personaggi. After the flood mostra come l’umanità possa cambiare in tempi di crisi, ma per lo più rimane la stessa. Nessuno può sopravvivere da solo.

Portia Turner, Book Cellar, Chicago

Myra e la seconda figlia, Pearl, trovano accoglienza in una comunità di pochi individui che, a bordo del veliero Sedna, cerca un luogo sicuro dove insediarsi. La protagonista dovrà convincere gli altri che il posto ideale è La Valle, perché sente l’urgenza di salvare la figlia da un destino di schiavitù. Per ottenere il suo scopo dovrà barcamenarsi tra due uomini.

A differenza delle narrazioni post-apocalittiche di autori e autrici provenienti dalla fantascienza, i protagonisti di Kassandra Montag non intendono salvare l’intera civiltà, non hanno l’obiettivo massimalista di ripristinare il sistema precedente alla catastrofe; inoltre, Myra non è il tipico personaggio che usa la propria femminilità per indurre gli uomini, i quali detengono il potere di decisione, a fare ciò che vuole: è una protagonista forte e piena di personalità. La sua caratterizzazione è impostata sul senso di colpa, dal momento che trascina la figlia più piccola attraverso continue peripezie che potrebbero rivelarsi letali, nel tentativo disperato di salvare la primogenita, e senza alcuna garanzia di uscire tutte illese dall’impresa.


Franco Ricciardiello

Kassandra Montag vive a Omaha, Nebraska (USA) con il marito e due figli. Ha conseguito un master in letteratura inglese e sue opere sono apparse in riviste e antologie. Nel 2021 ha vinto una borsa di studio per artisti del Nebraska Arts Council. È autrice di una raccolta di poesie e di due romanzi (Terre sommerse e Those who return). Il presente romanzo è stato pubblicato in quindici lingue e opzionato per il cinema.

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