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(Prima Parte)

Nausicaä della valle del vento, capolavoro di animazione del maestro Hayao Miyazaki del 1984, in Italia venne distribuito nelle sale cinematografiche solamente nel 2015. Prima della sua apparizione al cinema, la pellicola fece un paio di passaggi televisivi nel 1987 all’interno di trasmissioni per ragazzi. Purtroppo questo è il trattamento riservato ad un’opera così evocativa che, se avesse avuto più cassa di risonanza, avrebbe certamente influenzato, in anticipo sui tempi, il mondo artistico nostrano.

Trama: Il pianeta è stato sconvolto da un evento catastrofico, a causa del quale una foresta tossica ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre. Malgrado lo scenario desolante, un’altra guerra sta per deturpare le poche zone ancora popolate; una di queste è il regno della Valle del vento, governato da Jihl, padre dell’intrepida Nausicaä, ragazza che possiede due doni: cavalca il vento volando come gli uccelli e riesce a comunicare con gli Ohmu, i giganteschi insetti guardiani della foresta. Con queste abilità, e guidata dall’amore della sua gente, Nausicaä tenterà un coraggioso percorso di pace e di riconciliazione fra l’umanità e la Terra.

Commento: ogni tanto alcuni osservatori esprimono perplessità sulle storie incentrate sull’equilibrio fra umanità, progresso tecnologico e Natura; secondo loro non susciterebbero interesse fra il pubblico. Sono dubbi leciti se si pensa alla realtà circostante, se si osserva da fuori una società che ci abitua mediaticamente ad una continua e inappropriata enfasi della cronaca nera. Tutto è male. Anche la componente di intrattenimento ed evasione fa il suo: romanzi e film ci descrivono scenari futuri apocalittici e inumani, modellando la nostra immaginazione. Davvero arduo scardinare questa operazione d’impoverimento del pensiero e dell’immaginazione collettiva. Ed è difficile spiegare che sono praticabili altre narrazioni. Ma quando le parole sembrano servire a poco, per  fortuna vengono in nostro soccorso le opere di Miyazaki. Prima fra tutte Nausicaä della Valle del vento. Bastano i primi minuti del film per capire che una narrazione alternativa è attuabile (anzi, è già stata attuata: il film è del 1984), e non solo, è anche affascinante, avvincente e narrativamente appagante. Nei primi momenti del lungometraggio animato Nausicaä vola con un avveniristico mezzo ad energia eolica, riesce a carpire i benefici di un luogo che pare non averne, la “Foresta tossica”, sventa la minaccia di un gigantesco “mostro” trattandola come il capriccio di un bambino e interagisce con il morso di un piccolo scoiattolo/volpe conquistando la fiducia incondizionata dell’animaletto. Sono passaggi che rappresentato una sorta di decalogo degli stilemi Miyazakani, come se il regista giapponese avesse voluto anticiparci, con l’incipit del film, tutte le tematiche che avrebbe poi sviluppato nei suoi lavori futuri: la passione per il volo e le macchine volanti, il ruolo chiave delle donne, l’esigenza di rappresentare la vegetazione e la fauna nelle loro forme più piccole, come in quelle più mastodontiche, l’assenza di una separazione netta fra il bene e il male. Chiaramente, solo dopo quindici minuti di animazione, anche se superba, e malgrado un gradiente ottimista e le speranzose premesse, l’osservatore di cui sopra potrebbe obiettare che, in ogni caso, il film non è altro che un post-apocalittico con il suo portato di negatività dalla quale, invece, ci si vorrebbe emancipare. La considerazione non sarebbe così peregrina se Nausicaä non si differenziasse fortemente dalla tradizionale narrazione post apocalittica…

Crediti: titolo originale: 風の谷のナウシカ (Kaze no tani no Naushika); paese di produzione: Giappone; anno di produzione: 1984; durata: 117 minuti; regia, soggetto e sceneggiatura: Hayao Miyazaki, produttore: Isao Takahata.

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