E se le leggi dell’Uomo non bastano, subentreranno le leggi della Natura!

Scaricalo qui: Degerminazione, Delos Digital

Nel futuro prossimo, la legislazione italiana protegge finalmente il patrimonio ecologico residuo con leggi severe. Per questo, quando in un tiepido autunno furti inspiegabili e strani vandalismi ai danni del verde colpiscono la zona est di Vicenza, il dipartimento di Eco-Polizia affida la delicata indagine a due giovani e brillanti agenti, Nora e Katia. Sul luogo del misfatto rimangono sempre foglietti di carta su cui qualcuno ha scritto a mano delle massime farneticanti: è il Degerminatore, una specie di unabomber della sostenibilità. Nei suoi febbricitanti monologhi, l’uomo ha elaborato una propria delirante filosofia del rapporto con la natura, che tuttavia è solo l’estremizzazione isterica di una consapevolezza del danno inferto all’ambiente. Il rischio per le due poliziotte è finire attirate in una trappola e scoprire che il Degerminatore, oltre a essere una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è il prodotto di una imprevista simbiosi mutualistica tra due organismi biologici.

Genetica, terrorismo, cambiamento di mentalità in un racconto lungo di Erica Tabacco
The thirteenth issue of Atlantis is “DEGERMINATION”, a novelette by Erica Tabacco

And if the laws of Man are not enough, the laws of Nature will take over!

In the near future, Italy finally protects the residual ecological heritage with strict laws. For this reason, when in a warm Autumn unexplainable thefts and strange vandalisms against greenery hit East of ​​Vicenza, the Eco-Police department appoints of the delicate investigation two young and brilliant agents, Nora and Katia. On crime scene, there are always small papers on which someone has handwritten raving maxims: it is the Degerminator, a kind of unabomber of sustainability. In his feverish monologues, the man developes his own delusional philosophy of the relationship with Nature, which however is only the hysterical extrmism of an awareness of the environmental damages . The risk for the two policewomen is to end up lured into a trap and discover that the Degerminator, in addition to being an old acquaintance of the police, is the product of an unexpected mutualistic symbiosis between two biological organisms.

Genetics, terrorism, change of mentality in DEGERMINATION, a novelette by Erica Tabacco
Le treizième numéro d’Atlantis est DÉGERMINATION, un roman court par Erica Tabacco

Et si les lois de l’Homme ne suffisent pas, les lois de la Nature prendront le relais !

Dans un avenir proche, la législation italienne protège enfin le patrimoine écologique résiduel avec des lois strictes. Pour cette raison, lorsque, dans un automne chaud, des vols inexplicables et d’étranges vandalismes contre la végétation frappent la zone orientale de Vicence, le département Eco-Police confie la délicate enquête à deux jeunes et brillantes agents, Nora et Katia. Sur le lieu du crime, il y a toujours des bouts de papier sur lesquels quelqu’un a écrit à la main des maximes délirantes : c’est le Degerminateur, une sorte d’unabomber de la durabilité. Dans ses monologues fébriles, l’homme a développé sa propre philosophie délirante du rapport à la nature, qui n’est pourtant que l’extrémisation hystérique d’une prise de conscience des dégâts infligés à l’environnement. Le risque pour les deux policières est de se retrouver attirées dans un piège et de découvrir que le Dégerminateur, en plus d’être une vieille connaissance de la police, est le produit d’une symbiose mutualiste inattendue entre deux organismes biologiques.

Génétique, terrorisme, changement de mentalité dans DÉGERMINATION, un roman court par Erica Tabacco
El número trece de Atlantis es DEGERMINACIÓN, una novela corta de Erica Tabacco

Y si las leyes del Hombre no son suficientes, ¡las leyes de la Naturaleza prevalecerán!

En un futuro próximo, la legislación italiana finalmente protege el patrimonio ecológico residual con leyes estrictas. Por eso, cuando en un cálido otoño robos inexplicables y extraños vandalismos contra la vegetación azotan la zona este de Vicenza, el departamento de Eco-Policía confía la delicada investigación a dos jóvenes y brillantes agentes, Nora y Katia. En el lugar del crimen, siempre hay papelitos en los que alguien ha escrito a mano máximas delirantes: es el Degerminador, una especie de terrorista Unabomber de la sostenibilidad. En sus monólogos febriles, el hombre ha desarrollado su propia filosofía delirante de la relación con la naturaleza, que sin embargo no es más que la extremización histérica de una conciencia del daño infligido al medio ambiente. El riesgo de las dos mujeres policías es caer en una trampa y descubrir que el Degerminador, además de ser un viejo conocido de la policía, es producto de una inesperada simbiosis mutualista entre dos organismos biológicos.

Genética, terrorismo, cambio de mentalidad en una novela corta de Erica Tabacco
L’autrice

Erica Tabacco è nata nel 1973 a Vicenza e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università di Padova, con una tesi sul linguaggio trasgressivo ne “La Lozana andalusa” di Francisco Delicado. È appassionata di cinema, nuoto e passeggiate nei boschi, tanto che possiede tutti i volumi sui funghi di Bruno Cetto. Pubblica nel 2009 il romanzo Testamento Tribolacco con SBC Edizioni di Ravenna. Nel 2018 esce in e-book il suo romanzo breve umoristico Nel 2021 per Delos Digital ha pubblicato due racconti lunghi di fantascienza: Fuga psicogena nella collana Futuro Presente e Il pittore di ragnatele in Dystopica.


L’incipit

La chiamata arrivò poco prima di mezzogiorno, quando stavano già pregustando la pausa pranzo con relativa bibita ghiacciata.
Le due colleghe salirono sull’utilitaria elettrica in dotazione al dipartimento; le ruote sul lato del passeggero, dove si accomodò Katia, si abbassarono. Nonostante l’auto fosse rimasta all’ombra fino a quel momento, dopo cinque minuti di strada erano già in un bagno di sudore. Katia mal sopportava di viaggiare con il finestrino chiuso, quindi Nora evitava di accendere l’aria condizionata e si rassegnava ad abbassare anche il suo.
Arrivata alla curva a gomito sul fiume Tèsina, la conducente rallentò a venti all’ora. Dopo il ponte, strettissimo, incuneato tra due file di enormi platani, altra curva a gomito e stop. Parcheggiarono l’auto vicino al monumento ai caduti e recuperarono gli zaini dal sedile posteriore.
‒ Nora, tu vai. Io ti raggiungo.
La giovane poliziotta affrontò di malumore la salita verso l’argine, pensando a tutte le famigliole che in quel momento si stavano godendo il pranzo o il pic-nic di Ferragosto. Attraversò il ponte e s’incamminò agile sulla riva di sinistra, attirata da un capannello di persone che guardavano per terra. Pareva un’avanguardia di formiche rosse all’attacco di un formicaio nero.
‒ Allora, cosa succede? ‒ urlò da qualche metro di distanza per avvisare del suo arrivo. Estrasse il distintivo e lo mise in bella mostra.
‒ Buongiorno, signora. Giuro, non abbiamo toccato niente! ‒ disse un tizio che aveva al guinzaglio un cane irrequieto.
‒ Abbiamo lasciato tutto com’era! ‒ aggiunse una cinquantenne con scarpe da jogging.
‒ Per favore, allontanatevi.
‒ Non c’erano impronte di nessun tipo. ‒ Sempre il padrone del cane.
Si decisero a farle spazio.
Oddio! Sette, sette, alberelli massacrati. Sette abeti, per l’esattezza, tutti di dimensioni simili, più o meno di un metro e mezzo d’altezza, disposti in una fila ordinata.
Lo stomaco le si contorse. Per fortuna vide con la coda dell’occhio la collega che si stava avvicinando e decise di farle trovare il sito sgombero.
‒ Qualcuno ha visto chi ha fatto questo?
‒ No. ‒ Risposta corale.
‒ Okay. Per favore lasciatemi i vostri nominativi e recapiti telefonici ‒ disse prendendo un foglio e una penna dallo zaino, una mossa che le avevano insegnato in Accademia.
‒ Perché?
‒ Se dovessi porvi ulteriori domande…
Come previsto, si dispersero in buon ordine.
‒ Cosa abbiamo? ‒ ansimò Katia raggiungendola. ‒ Cavolo! ‒ Si sedette per terra e aspettò che l’altra scattasse qualche foto. ‒ Li ha messi tutti in fila.
‒ Hai visto? Sembra un messaggio ‒ disse Nora, controllando che nei dintorni non ci fossero impronte. Il terreno era secco, non faceva una goccia di pioggia da due settimane, perciò non trovò niente d’interessante. C’era solo un forte odore di resina nell’aria.

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