Fritjof Capra, I principi sistemici della vita, trad. Tullio Cannillo, Aboca, 2024
Del catalogo Aboca abbiamo già recensito in questa sede un breve testo di Rachel Carson, Lezioni di meraviglia, raccontato da Romina Braggion che ne ha letta la versione illustrata, inclusa nella collana Kids. Il titolo è presente anche nella collana Saggi International Lectures: “Saggi brevi e d’intervento, prospettive inattese di filosofi, scienziati ed economisti che leggono in modo sorprendente la nostra contemporaneità”.
Nella stessa collana è incluso anche I principi sistemici della vita, scritto dal fisico e ricercatore Fritjof Capra.
Il testo più celebre al quale è legato il nome di Capra è certamente Il Tao della fisica, che Aboca ripubblica in queste settimane per celebrare il 50° anniversario della prima pubblicazione. Mettendo in relazione le scoperte della fisica contemporanea e le antiche conoscenze della mistica orientale, Capra ha dato un contributo decisivo alla faticosa via verso un sapere che superi le compartimentazioni, in favore della ricostituzione di una saggezza organica, che, a causa della sempre maggiore specializzazione delle discipline, è stata gradualmente smarrita, con notevoli danni per la storia umana.
Si può dire che il testimone di Capra (ancora in piena attività, comunque) sia brillantemente raccolto oggi da Carlo Rovelli, che alle sue lezioni di fisica intesse riflessioni e intuizioni sempre più profonde, simili a quelle di Capra nel finire per scontrarsi con una realtà che non può essere comunicata razionalmente, ma che si arriva a intuire per via scientifica. “Dobbiamo essere chiari che quando si tratta di atomi, si può usare solo il linguaggio della poesia”, affermò Niels Bohr, Nobel per la Fisica 1922.
Torniamo a Capra. Interessante nella sua vasta produzione è anche Ecologia del diritto. Scienza, politica, beni comuni (Aboca, 2017), scritto con Ugo Mattei; la scrittura a quattro mani è spesso praticata da Capra, che dimostra anche così la vocazione ampia e insieme unitaria delle sue ricerche. Ricostruendo in modo illuminante la storia della scienza e quella del diritto, i due studiosi danno voce a riflessioni e inquietudini sul paradigma meccanicistico in cui siamo intrappolati da qualche secolo, paradigma che la scienza sta cercando di superare (non senza furiose resistenze) e il diritto non riesce ancora a mettere in discussione. (Paradigma, afferma Mattias Desmet nel suo Psicologia del totalitarismo, che è anche alla base dei totalitarismi moderni e contemporanei, naturalmente occidentali). La metodicità di Capra è qui contrappuntata dalla postura inquieta di Mattei, capace di penetrare nelle dinamiche contemporanee illuminandone la genesi, la struttura, le contraddizioni. La ricerca di un diritto che sia in armonia con l’ecologia, ovvero con il funzionamento naturale e fisiologico della vita, è un obiettivo rivoluzionario e tutto da costruire, al quale i due studiosi danno fondamenta teoriche solide, insieme a un afflato di necessaria, irredimibile speranza.
In I principi sistemici della vita, Capra vuole presentarci, come da sottotitolo, “idee sulla natura e sull’ecologia umana”: il testo è un agile compendio, nel quale sono condensati quattro principi che lo scienziato ritiene fondamentali, e che ha già affrontato con maggiore spazio e profondità nel saggio Vita e natura, scritto con Pier Luigi Lisi (Aboca, 2014). In questo più breve lavoro, essi sono esposti in modo sintetico e chiaro, in “linguaggio non tecnico e suggestivo”, per darci un’idea del campo teorico nel quale Capra si muove, e che ha ampiamente contribuito a sviluppare.
La vita si organizza in reti. La vita è intrinsecamente rigenerativa. La vita è intrinsecamente creativa. La vita è intrinsecamente intelligente. Sono “quattro principi tutti interdipendenti. In realtà, possono essere visti semplicemente come diferenti aspetti di un unico schema di organizzazione che si manifesta in tutta la vita”. L’assunto di base è appunto quello “sistemico”: senso e vita scaturiscono attraverso le relazioni tra le parti. A ognuno di questi principi è dedicato un capitolo illustrativo, nel quale lo scienziato esprime considerazioni attinenti non solo alla natura, ma anche all’“ecologia umana”: conoscere i principi con i quali la vita si organizza significa capire il nostro posto nel mondo, sapendo cosa va fatto e cosa invece è altamente distruttivo, nei confronti di questa vita che è certamente la natura, ma siamo anche noi.
Ciò è ribadito nell’ultimo capitolo, “L’ottuplice via della vita” nel quale Capra omaggia l’Ottuplice Sentiero buddista ripetendo i principi già esposti, in una diversa configurazione, e terminando con l’auspicio e la convizione che comprendere i principi sistemici della vita sia “decisivo per la soluzione dei grandi problemi della nostra epoca. In particolare, sarà essenziale per costruire comunità ecologicamente sostenibili, progettate in modo tale che le loro modalità di vita non interferiscano con la capacità intrinseca della natura di sostentare la vita”.
Servendosi di una logica semplice e stringente, lo scienziato mette infatti in luce il fatto che le attuali politiche umane e il sistema economico dominante non corrispondono al regolare e fisiologico funzionamento della vita, e dunque risultano nocivi sotto ogni punto di vista, nonostante gli apparenti vantaggi che sembrano darci nell’immediatezza. Non senza dolore rilevo che Capra rivolge le sue già aspre critiche al sistema economico e politico osservato in un suo stato “latente”: la situazione nella quale siamo oggi vede tornare sulla scena la guerra, con il suo catastrofico portato peggiorativo, e persino uno scenario di distruzione atomica che pensavamo (illudendoci) di esserci lasciati alle spalle.
A supporto delle sue affermazioni, Capra cita alla bisogna grandi pensatori e tributa un importante riconoscimento alle culture native, giunte millenni fa a conclusioni che le scienze più avanzate (e Niels Bohr, e Carlo Rovelli) iniziano a inquadrare appena ora: ciò dimostra – senza voler sminuire il contributo capitale del metodo scientifico galileiano, che pure Capra segue – come la conoscenza umana sia di tanti tipi e passi per tante strade. Non sono tutte esclusivamente razionali, ma non per questo sono meno profonde, significative, vere.
Come numi tutelari, i maestri del pensiero e i saperi millenari rappresentano un filo teso con altri tempi e altri tipi di sapienza: anche così vediamo dimostrata un’organicità, quella della conoscenza umana. La quale è un tutto correlato che si tiene insieme in virtù delle relazioni tra i vari contributi, che si influenzano reciprocamente e creano anche un legame umano, di ammirazione e omaggio che trascende il tempo.
La mistica e filosofa Simone Weil affermava in righe divenute celebri che la libertà consiste fondamentalmente nell’accettare la necessità: Capra ci dà una dimostrazione pratica di questo importante principio, nel suo constatare che senza conoscere e seguire i principi “fisiologici” della vita (ovvero nostri!) si combinano grandi disastri anche con le migliori intenzioni. E ci dona con questo libretto un esempio di come, anche in un’esposizione scientifica, forma e contenuto siano strettamente connessi e debbano scaturire da una fonte unitaria. Quando ciò ha luogo, ci viene trasmessa una forza sia ideale, che argomentativa, capace di trasparire e di ispirare anche in una manciata di pagine.


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