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AA. VV., Dieci anni per salvare il mondo, a cura di Julie Tait e Paolo Herras, collana Sfumature di verde, Morellini Editore, traduzione di Connie Bandini, copertina di Kevin Roy Valentino,10/10/2025, pp 128.

L’antologia a fumetti “Dieci anni per salvare il mondo” (“Ten Years to Save the World”) è una raccolta di racconti a fumetti che affrontano diverse problematiche legate al cambiamento climatico. Il progetto nasce dalla collaborazione tra le Filippine, paese ospite alla fiera di Francoforte 2025, e il Regno Unito – in particolare tra l’editore filippino Komiket, il Philippine International Comics Festival (Filippine) e il Lakes International Comic Art Festival (con sede nel Regno Unito). Otto autori di fumetti di fama internazionale – cinque provenienti dalle Filippine e tre dal Regno Unito – rappresentano la diversità di questo mezzo espressivo. Il progetto ha l’obiettivo di ispirare azioni per il clima attraverso il linguaggio del graphic novel. “Ten Years to Save the World” è un progetto sostenuto dal British Council nell’ambito delle commissioni creative in risposta al cambiamento climatico e alla COP26.

Estratto dal comunicato stampa:

“Dieci anni per salvare il mondo” è una potente antologia di graphic novel che non è solo un grido d’allarme, ma anche l’atto fondante della nuova collana editoriale “Sfumature di verde”.
È un progetto che riunisce talenti da Regno Unito e Filippine, in coedizione con CDM Lab, amplificando voci meno rappresentate nel dibattito climatico, in particolare quelle del Sud Globale e delle comunità indigene. L’antologia raccoglie otto storie visionarie che esplorano le molteplici facce della catastrofe ecologica, offrendo un affresco complesso e urgente sullo stato del nostro pianeta, con una intro di Matteo Fortuna & Gud.
Gli otto autori coinvolti, tre dal Regno Unito e cinque dalle Filippine, rappresentano la diversità espressiva del mezzo:

• Dal Regno Unito: Clarice Tudor, Sayra Begum, Jack Teagle.
• Dalle Filippine: Budjette Tan & Kajo Baldisimo, Manix Abrera, Kevin Eric Raymundo, Ren Galeno, Emiliana Kampilan.
• Dall’Italia: un fumetto di GUD e Matteo Fortuna.

L’antologia affronta tematiche cruciali come la deforestazione, l’inquinamento da plastica, i conflitti geopolitici per le risorse marine, il razzismo ambientale e il colonialismo climatico. L’opera si posiziona nel filone della climate fiction più politicamente consapevole, tracciando connessioni esplicite tra la crisi ambientale e questioni di giustizia sociale, identificando nel capitalismo sfrenato e nell’imperialismo le radici sistemiche della distruzione planetaria.
Ogni storia adotta un linguaggio visivo diverso, spaziando dal minimalismo poetico al noir espressionista, dal cartoon psichedelico all’arte pittorica. Le tecniche narrative innovative includono la satira feroce del greenwashing aziendale, indagini soprannaturali (come quelle nelle acque inquinate di Manila), e una storia completamente muta.


Come anticipato nel comunicato stampa, l’antologia è ascrivibile al genere climate fiction, fil rouge che collega la parte testuale dei nove fumetti. Menzione d’onore va al progetto grafico e all’impaginazione innovativa, briosa e accattivante che tentano di armonizzare gli stili piuttosto eterogenei della parte illustrata delle storie.

L’antologia si rivolge a un pubblico giovane, si può proporre già nell’ultimo anno delle secondarie di primo grado, sebbene sia più adeguata alle secondarie di secondo grado e certamente adatta a tutte le persone appassionate di graphic novel, di qualsiasi età.

Otto delle nove storie restano bene aderenti al genere; alcuni testi osano, altri narrano la mera cronaca del presente, altri si spolverano il viso di cipria verde senza scalfire l’anima antropocentrica. La sensibilità solarpunk è poco appagata, d’altronde si tratta di un’opera climate fiction, genere senza alcuna pretesa speranzosa.
Tuttavia, l’ultimo fumetto vale da solo la lettura dell’intera antologia; detona, decolla e disintegra il tran-tran di “quelli che benpensano” (cit.) per convenienza o per incoscienza e raffigura una vicenda che ha sconvolto, e sconvolge ancora, le Filippine.  

L’autrice, Emiliana Kampilan, ha mestiere sia nella parte testuale – forse un tantino abbondante -, sia nell’ efficace, poetica e vivace parte illustrata. Emblematica è l’illustrazione a tutta pagina della Sierra Madre, drenata di risorse da un tubo digerente/cloaca fregiato dalle bandiere degli stati colonialisti. Altrettanto emblematici sono i concetti contenuti nelle nuvolette del discorso della protagonista: a partire dal balloon “Dobbiamo accettare il fatto che questa crisi climatica sia colonialismo ambientale” è un’escalation potente di ribellione verso il sistema predatorio capitalista e colonialista.

Kampilan diventa la testa d’ariete di una compagine di autor3 un po’ conformist3 e un po’ asservit3 al sistema e, attraverso il suo fumetto, narra e illustra in modo magistrale l’arco di trasformazione della protagonista. Allo stesso tempo, realizza lo scopo dell’arte: essere denuncia, proposta e speranza di un mondo migliore attraverso l’intrattenimento.

Complimenti a Morellini Editore e complimenti a coloro che proporranno la lettura alle giovani creature.

Lettura vivamente consigliata.

Romina Braggion
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