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Non sono, questi che viviamo, anni facili per gli ottimisti.

Prima di tutto, perché non sono molte le ragioni per essere ottimisti sul futuro del pianeta — o meglio, la Terra può sopravvivere, e sopravvivrà, ma la qualità della vita è destinata a peggiorare drasticamente per tutte le specie viventi: e noi esseri umani, che ci siamo riservati il posto in cima alla piramide, siamo destinati a perdere più delle altre.

In “Il Ministero per il Futuro”, Kim Stanley Robinson scrive che una possibile via per arrestare l’aumento della temperatura globale non sarà per nulla indolore: malgrado ogni ragionevolezza, e persino contro l’istinto di sopravvivenza, ci saranno fortissime resistenze da parte di chi preferisce un vantaggio personale immediato a una situazione di equilibrio di lunga durata.

Chi ha interesse a ignorare l’allarme sul cambiamento climatico possiede grandi mezzi, accumulati grazie all’estrazione di combustibili fossili; questi gli permettono di orchestrare gigantesche campagne negazioniste, insinuando scetticismo in strati di popolazione distratti da un consumismo che è l’aspetto più allettante del capitalismo liberista.

Finché qualche scienziato sul libro paga di una multinazionale dell’industria estrattiva metterà in dubbio i risultati della ricerca climatica, ci saranno milioni di persone che, per forma mentale, crederanno a lui invece che a una valanga di prove oggettive che prevedono una catastrofe irreversibile. E se in un futuro che io spero non troppo lontano, la maggioranza della popolazione dei paesi più industrializzati, quelli che possono influire sulla quantità di CO2 immessa nell’atmosfera, dovesse convincersi a mitigare l’impatto sull’ambiente, il capitalismo fossile sarà pronto a abbandonare la facciata di democrazia liberale per dispiegare l’autoritarismo che è la sua autentica natura: già sono in corso le prove generali per il passaggio al fascismo fossile.

C’è dunque da essere ottimisti? Secondo ragione, no: però chi pensa che la letteratura possa cambiare il mondo, non può rinunciare a immaginare un futuro migliore solo perché gli indizi sono tutti contrari.

Noi di Solarpuk Italia siamo convinti che accendere una piccola luce di ottimismo sia preferibile a mille maledizioni distopiche.
Il solarpunk non è l’opposto della distopia, ma dello status quo.

Franco Ricciardiello

NUOVA COLLABORAZIONE!
Le amiche e gli amici del Commando Jugendstil realizzeranno una vignetta solarpunk al mese, per la nostra newsletter. Grazie di cuore!
La vignettà sarà condivisa anche, in inglese, con la rivista Solarpunk Magazine, inaugurando un “gemellaggio” che speriamo prosegua con altre iniziative.


Come ci si sposta nella città solarpunk?
Con i mezzi di trasporto pubblico, che sono stati grandemente potenziati. I mezzi privati sono essenzialmente ridotti alle persone con difficoltà di movimento o sono disponibili in affitto.
È periodo di concerti nella città solarpunk e Webby ha deciso di raggiungere l’Auditorium a bordo della sua Isetta elettrica, convertita apposta per persone che hanno le sue esigenze. Oltre a includere una rampa, è possibile spostare lateralmente lo sterzo, che ha un doppio volante per controllare freni ed acceleratore.
Intendiamoci, l’automobile non è soltanto sua… È infatti parte di un programma di affitto dedicato, gestito dal programma di proprietà distribuita del comune.
Accanto a lei Diego, musicista non vedente, segue la banda arancione dipinta per terra che lo porterà all’Auditorium: i sensori nel suo bastone di ultima generazione sanno dirgli che la destinazione è vicina.   

Commando Jugendstil
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I prossimi appuntamenti

Sabato 18 marzo 2023, ore 17:30  – Franco Ricciardiello parlerà di “Climate fiction”, dialogando con Giuliana Misserville, nell’ambito della rassegna “Passione aliena” presso la Libreria Tra le Righe, a Pisa, in via Corsica 8.

I post del mese

I SEMI del mese

Che cos’hanno in comune il Pantheon, il Colosseo, l’acquedotto di Segovia e il ponte del Gard, in Francia?

  1. sono stati costruiti dagli antichi romani;
  2. hanno resistito quasi duemila anni, con pochi cedimenti strutturali;
  3. sono fatti di calcestruzzo. Diverso da quello attuale.

Un gruppo di ricercatori sta mettendo a punto una tecnica che, imitando le piante, consente di bonificare terreni particolarmente inquinati da metalli pesanti (come arsenico, cadmio, cromo, piombo e zinco) e da altre sostanze tossiche.

Dal nostro archivio

Il cambiamento climatico è ora la grande narrazione nella storia del mondo, afferma lo scrittore di fantascienza Kim Stanley Robinson Di recente, molti scienziati hanno paragonato le ondate di calore nel nord dell’India al romanzo di climate fiction dello scrittore americano Kim Stanley Robinson Il Ministero per il Futuro (2020), che ambienta in India un’ondata di calore a bulbo umido che uccide 20 milioni di persone. Robinson, uno dei più celebri autori viventi di climate fiction e di fantascienza, ha parlato con TOI di questo genere letterario in India

Per questo mese è tutto. A rileggerci!

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