Qualche anno fa Delos Digital ha pubblicato “All’Aurora nelle Splendide Città”, un’antologia dedicata alla reimmaginazione del futuro nelle città italiane in chiave solarpunk. Dagli scioperi per il clima all’uplift cognitivo degli animali, ciascun autore si è soffermato su aspetti diversi di un futuro possibile e forse auspicabile per la sua città.
Ma il solarpunk è più di un genere letterario, è uno strumento per ri-immaginare e ricostruire la collettività e il suo spazio vitale nel presente, nella pratica. Questa rubrica vuole gettare luce sui progetti e le attività pratiche che le comunità stanno mettendo in atto per rendere il loro ambiente di vita quotidiano un po’ più solarpunk nella vita reale. Tutto quello che prefigura le città che potremmo avere e che le costruisce poco a poco, con tutto il lavoro ingrato, mal pagato (o non pagato per niente) e spesso sporco senza il quale non ci potrà mai essere nessun luogo splendido in cui entrare al sorgere del Sole.
Non è ancora l’aurora, è la viglia, e la notte è ancora nera, ma la luce esiste, appena dietro l’orizzonte.
Venite con noi a vedere di che fuoco sia fatta.
Venite con noi nelle pazienti, ardenti città.

Reading (UK)
di Laura Zanetti Domingues
Ad una prima occhiata Reading, principale centro abitato del Berkshire, situato alla confluenza del fiume Kennet con il Tamigi, non sembra niente di che. Un grosso snodo ferroviario dove i treni che da Londra viaggiano verso l’Ovest incontrano le linee che tagliano da Nord a Sud. Un centro post-industriale, riconvertito a hub per le multinazionali dell’informatica e del consulting, nel cui piccolo centro cittadino sono sorti come funghi grappoli di condomini adibiti ad uffici e abitazioni per i pendolari che non si possono più permettere di abitare in una Londra sovrainflazionata.
Un paesone di 300.000 anime, con una chiesa vecchia di mille e passa anni, le rovine di un’abbazia benedettina e lo spettro della fabbrica di biscotti più grande del mondo e di altre passate glorie industriali, ripetutamente snobbato dal governo nei suoi tentativi di accedere all’agognato stato di città, o di ospitare manifestazioni culturali.
Ma sotto la superficie di paesone post-industriale per pendolari si nasconde il fermento, si nascondono decine di progetti comunitari all’avanguardia che cercano di rendere la comunità più vitale e la vita delle persone migliore.
Venite a scoprirli con noi.
Energia
Reading Hydro Coop
Passeggiando lungo Tamigi, dopo la chiusa di Caversham Weir, i visitatori dalla buona vista potranno accorgersi di una casupola istoriata di decorazioni colorate, seduta sopra un piccolo promontorio e circondata da alti alberi. Sui muri, gocce d’acqua antropomorfe fanno ginnastica su macchine da palestra e riempiono tubi di vetro di saette, mentre Mamma Tamigi e Archimede Siracusano li sorvegliano pazienti.
“Energia dalla gente, per la gente” si legge su un cartiglio.
Uno sguardo dall’altra riva del Tamigi rivela due grosse turbine a vite. Si tratta della sede di Reading Hydro Coop, una mini centrale idroelettrica di comunità. A parte la posa delle turbine, effettuata da una ditta Olandese specializzata, ogni singolo aspetto della centrale, dalla progettazione alla realizzazione, dallo scavo del fish pass che consente ai pesci di risalire la corrente, fino alla posa del cavo che passa sotto il letto del fiume, alla costruzione della casetta che ospita i motori delle turbine e al murale che la decora, disegnato dal Commando Jugendstil, sono stati interamente finanziati e realizzati dalla comunità.
Sono stati i cittadini di Reading a raccogliere più di un milione di sterline per pagare i lavori, e sono stati i cittadini, riuniti in gruppi di lavoro, durante i weekend della quarantena del 2021 a scavare fossi, mischiare cemento, e trasportare a braccia centinaia di metri di cavo multifase per collegare le turbine al resto della rete elettrica, situata dall’altra parte del Tamigi.
Sono ancora i cittadini a prendersi cura della manutenzione e della divulgazione dei risultati.
Reading Hydro, con le sue due turbine a vite di Archimede, chiamate Tony e Sophie in onore ai due primi direttori della Cooperativa, produce abbastanza energia da fornire elettricità a 100 abitazioni, ogni giorno dell’anno, a parte i periodi di secca o esondazione di Mamma Tamigi.
Funziona così bene, che il governo conservatore qualche anno fa ha emanato una legge che rende burocraticamente ed economicamente impraticabile la costruzione di altre centrali dello stesso tipo. Non c’è niente che fa più paura ai potenti ed agli ottusi di una comunità che prende coscienza del proprio potere di cambiare le cose e prende in mano il proprio destino.
Ma Reading Hydro resiste, e finché Mamma Tamigi continuerà a scorrere, continuerà a produrre energia e a far vedere che un futuro diverso, di autonomia e comunità è non solo possibile, ma anche a portata di mano.
Reading Community Energy Society
Partorita da molte delle stesse menti responsabili per Reading Hydro, RCES si occupa di installazioni solari di comunità, su scuole ed edifici pubblici e privati, prendendo ancora una volta finanziamenti dalla comunità e creando capacità energetica autonoma per i cittadini.
Con il prezzo del petrolio in balia di una geopolitica sempre più instabile e capricciosa, iniziative come queste non solo contribuiscono alla decarbonizzazione del sistema energetico, ma anche a ridurre l’onere finanziario sulle fasce più deboli della cittadinanza, maggiormente a rischio per le fluttuazioni nel prezzo dei beni primari.
DraughtBusters
La casa è piena di spifferi?
E chi chiamerai?
Eh già, proprio loro.
DraughtBusters è una associazione di volontari che si occupano di mettere le case dei cittadini meno abbienti a prova di spiffero, in modo da ridurre gli sprechi, abbassare le bollette ed alleviare la povertà energetica delle fasce sociali più a rischio. Case più calde e confortevoli vogliono dire meno malattie facilmente prevenibili, meno ansie economiche e più dignità.
Anche questo è solarpunk.
Natura e Recommoning
Coley Marsh e i Marshians
Dietro ad un parco industriale e all’imboccatura della A33, a ridosso delle case e della ferrovia abbandonata sta sorgendo una palude.
La palude in realtà c’è sempre stata ed è sparita solo in tempi relativamente recenti, tra la canalizzazione del fiume Kennet, all’inizio del 19mo secolo, e opere di drenaggio per trasformarla in un pascolo. Ma ora le mucche se ne sono andate, anche perché l’acqua tende a tornare dove si trovava bene, e, sotto la guida del leggendario Adrian Lawson, un gruppo di volontari, autonominatisi Marshians, ha preso l’iniziativa di riconvertire definitivamente l’area in una palude.
La speranza è che prima o poi vi si re-installino i castori, la cui reintroduzione è stata recentemente legalizzata in Inghilterra, e la cui presenza è nota nel basso corso del Kennet, ma nel frattempo i volontari si danno da fare a costruire panchine e ostruire canali di drenaggio, a ritracciare sentieri scomparsi e ripiantare salici estirpati. Si organizzano visite guidate, bird-watching e sessioni intense di raccolta dei rifiuti, nonché cacce spietate al balsamo dell’Himalaya, bellissimo ma invasivo.
La comunità si ritrova tutti i weekend, sotto la pioggia o sotto il sole, per prendersi cura di questi commons ritrovati e si organizza per mantenerli sani e protetti.
Un progetto donchisciottesco? Forse, ma forse i veri castori sono la comunità che abbiamo costruito nell’attesa.
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Holy Brook Nook
Poco più a valle della palude, incastonato tra il ruscello Holy Brook, il fiume Kennet e la lingua d’asfalto della famigerata tangenziale di Reading, c’è uno spazio verde che una volta era poco più di una discarica a cielo aperto. Holy Brook Nook è un altro esempio concreto di quello che può fare una comunità quando si mette un’idea in testa.
Durante la prima fase del progetto, la comunità, sotto la guida dell’associazione Nature Nurture, ha completamente ripulito lo spazio verde, e lo ha restaurato per permettergli di ritornare ad ospitare una ricca biodiversità di insetti, piante e piccoli animali. Il sottopassaggio lì vicino, malcurato e vandalizzato (qualcuno gli aveva anche dato fuoco), è stato restaurato e adornato di un ciclo di murali che celebrano la natura e la storia locali, disegnati dal Commando Jugendstil e realizzati da una comunità di oltre 50 artisti dai 4 agli 89 anni.
Il progetto, ora alla sua seconda fase, finanziata dal National Lottery Community Fund, con Nature Nurture CIC come capofila e il Commando Jugendstil, Reading Food 4 Families e altre associazioni a fare la loro parte, prevede sessioni di giardinaggio, di conservazione ambientale per adulti e di educazione alla natura per i bimbi delle due scuole locali, nonché ulteriori opere d’arte comunitaria e appuntamenti mensili di gioco educativo per bambini e le loro famiglie.
Dove c’era una discarica, ora c’è un parco, un luogo di ritrovo, uno spazio comune.
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pagina Instagram del Commando Jugendstil
Home page di Food4families getting Reading growing
Keep Reading Tidy Together
Cosa succede quando la gente che abita in un posto è stanca, scoraggiata, depressa e anche piuttosto arrabbiata, tra costo della vita in perpetua salita, salari fermi da decenni e servizi che si contraggono per la privatizzazione strisciante?
Succede che la monnezza per strada aumenta, e quindi la gente si deprime e si incazza ancora di più, e via in un circolo vizioso.
Nell’ attesa che l’eco-socialismo trionfi, un gruppo di volontari a Reading ha deciso di fare qualcosa, almeno per la monnezza.
Si riuniscono tutti i weekend, armati di sacchi della spazzatura, pinze telescopiche e guanti spessi e si dedicano sistematicamente a ripulire la città, vicolo per vicolo, parchetto per parchetto, alzaia per alzaia, ovunque la nettezza urbana non possa arrivare, e la città a poco a poco cambia volto.
La gente si sente più sicura (anche se Reading in generale è piuttosto sicura, tolti gli ubriachi molesti), lascia che i bimbi scorrazzino liberi e si riprende i propri spazi.
E magari si unisce anche ai volontari, riallacciando un legame positivo con il proprio spazio di vita.
Quando i luoghi vengono amati e le persone si sentono meno abbandonate e più abilitate a fare qualcosa per sé stesse, tutta la comunità rinasce.
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Home page di Keep Reading Tidy
Economie Alternative
Reading International Solidarity Centre
Su London Road, all’inizio della salita, si trova il RISC, uno dei centri nevralgici dell’azione comunitaria a Reading.
Partito come charity educativa votata alla promozione della Global Citizenship, il RISC ora racchiude il più grande negozio di prodotti Fairtrade delle isole Britanniche, un negozio leggero, una libreria dedicata alla giustizia globale in tutte le sue declinazioni, numerose sale riunioni dove si incontrano gruppi di volontari da Global Justice Now a XR, da Friends of the Earth alla campagna per la solidarietà con la Palestina, e dove si organizzano workshop ed eventi. Cè anche un bellissimo giardino sul tetto, visitabile tramite periodiche visite guidate.
Gli organizzatori del RISC si occupano anche di organizzare il Reading International Festival e la Reading Fairtrade Fortnight, due eventi ricchi di incontri con attivisti per la guistizia globale, documentari, workshop e persino degustazioni gastronomiche (vedi sotto).
Il RISC è anche responsabile per Reading Food 4 Families, un progetto che si occupa di orti solidali e insegna alle persone a occuparsi del proprio pezzettino di terra per produrre cibo sano e a basso costo. Oltre a ciò, producono anche cibo per il banco alimentare cittadino, oltre 1.75 tonnellate nell’ultimo anno.
Se la Reading Solarpunk ha un cuore pulsante è qui, e possa sempre battere forte.
True Food Coop
L’altro negozio leggero di Reading è praticamente fuori città, su per le colline sopra Caversham, non esatttamente a distanza pedonale dal centro, ma tra i più bei ricordi della parte più acuta del primo lockdown, molti hanno le scarpinate con pacchi della spesa che si facevano fin là per avere una scusa per uscire di casa e stare fuori.
Si tratta anch’essa di una cooperativa solidale, e il negozio è gestito interamente da volontari. Non è un supermercato, è una comunità.
Prima che il RISC aprisse il proprio negozio leggero, andare da True Food Coop era l’unica maniera di fare la spesa senza imballaggio in tutta Reading, mentre ora continua a servire il nord di Reading e il sud dell’Oxfordshire.
Reading Food Growing Network
Chiunque voglia coltivare la propria verdura a Reading, sa a chi rivolgersi per dei consigli: RFGN.
Questo network si occupa di promuovere la produzione di cibo locale tramite l’educazione e il supporto, inclusi seed swaps e workshop vari, tra cui una recente iniziativa per coltivare il luppolo per la birra locale.
Fino a qualche anno fa, RFGN organizzava anche il Reading Town Meal, un pranzo comunitario al parco che vedeva protagoniste le verdure coltivate negli orti locali e costituiva un momento di condivisione e solidarietà.
Dopo un periodo di interruzione, ci sono segni che fanno credere che l’evento tornerà in qualche forma. Teniamo le dita incrociate.
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Home page di Reading food growing network
Home page di Reading Town Meal
Reading Red Kitchen
Vi ricordate i gruppi di mutuo aiuto che erano sorti durante la pandemia, e che ora sembrano praticamente scomparsi?
Ecco, Reading Red Kitchen è esattamente così, un banco alimentare solidale, aperto a tutti ma con una particolare attenzione ai rifugiati e richidenti asilo.
Non ci sono gerarchie, né tantomeno fondi istituzionali, solo volontari e la voglia di costruire un mondo più giusto e più umano.
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Home page di Reading Red Kitchen
Transition Town Reading
Dove incasellare un’associazione come Transition Town Reading? L’istanza locale del movimento internazionale Transition Town ha le mani in pasta un po’ dappertutto nei progetti ambientalisti a Reading, ma ciò che li accomuna è l’idea di costruire una maniera diversa di vivere la comunità, di organizzare l’urbanismo, la convivialità e l’economia, nel rispetto dei diritti umani e della natura.
Guidata dall’inossidabile Prof Chris Rhodes, TTR si occupa non solo di organizzare seminari, workshop e proiezioni di documentari a tema giusta transizione, ma è anche capofila per progetti come Abundance, che prevede la la raccolta e la ridistribuzione di frutta che altrimenti marcirebbe sugli alberi o sul terreno, gestisce la pressa per frutta comunitaria, con cui fare succhi e sidro, e gestisce diversi frutteti comunitari siti nei parchi cittadini.
C’è un tema, qui, ma c’è anche molto altro.
Home page di Transition Town Reading
Riusa, Riduci, Ricicla
Reading Library of Things (RLOT)
Avete presente quel trapano che avete comprato perché una volta vi serviva per sistemare una cosa in casa e ora vi fa polvere in garage e vi cade sui piedi ogni volta che cercate di raggiungere quello che vi serve sul serio?
Quelli di RLOT si sono posti il problema di quanti di questi strumenti “monouso” ci siano in giro, e si sono detti basta.
Armati di uno spazio di stoccaggio e di un database di libera consultazione su internet, hanno messo a disposizione un vastissimo parco di oggetti e attrezzi di uso comune ma infrequente, dalle seghe citrcolari ai trapani, dai thermos da 5 litri per eventi, ai tavoli da campeggio e rimorchi per bici o auto.
Ti serve?
Lo prenoti, lo prendi in una delle due sedi, lo usi e lo riporti.
E il tuo garage e il tuo potafoglio ringraziano.
Interamente gestita a da volontari e mantenuta dalle quote di iscrizione dei membri, RLOT è la sharing economy fatta bene, una risorsa per la comunità, non l’ennesima forma di rent-seeking.
https://lotreading.myturn.com/library
RLab
E se invece sei uno smanettone compulsivo, che il trapano lo userebbe un giorno sì e quello dopo pure, che agogna alla smanettone-cave nel garage ma vive in un monolocale?
A Reading c’è una soluzione anche a questo.
Si chiama RLab, un laboratorio comunitario, aperto più o meno 24/7 e interamente finanziato dai membri, dove si possono trovare tutte le peggio cose da smanettoni, dalle saldatrici di precisione per circuiti, ad una laser-cutter industriale, passando per una forgia ad induzione per gli aspiranti fabbri.
Non solo non è più necessario che ciascuno si compri il proprio equipaggiamento smanettonico, ma c’è anche una comunità di pratica di smanettoni che si fanno da enabler l’un l’altr3 per progetti sempre più arditi e tecnicamente complessi, inclusa installazione di solare domestico, self-hosting e chi più ne ha più ne metta.
RLab partecipa ad eventi di comunità, cercando di reclutare adepti, e la comunità di tecno-entusiasti è uno dei capisaldi del Repair Café (vedere sotto).
Bike Hub
Da poco aperto in un ex spazio commerciale chiuso da tempo, Reading Bike Hub è già diventato uno dei punti di riferimento per la comunità, che da subito si è attivata subito per risanare lo spazio, sgomberando il mobilio rotto, e ripulendo i locali dalla polvere dei secoli, dai ratti morti e dal frigo lasciato a marcire per 10 anni dalla chiusura del precedente esercizio commerciale, una cosa che nemmeno l’Esorcista.
Sei uno sgagnamanuber (appassionato ciclista in Milanese)?
Qui puoi riparare la tua bici, o chiedere ad uno degli sgagnamanuber locali di ripararla per te per una modica cifra.
Vuoi essere uno sgagnamanuber ma non sai da dove cominciare?
Puoi comprare una bicicletta usata, ricondizionata a prezzi modici, o affittarne una per farti un weekend in sella.
E se sei uno skater, a quattro ruote, in linea o sulla tavola, il piano di sotto dello spazio ospita skate nights inclusive con musica fino alle 22, e sessioni casuali sulle mini-rampe per park skaters attanagliati dal maltempo.
C’è anche un maestro di musica che ripara chitarre, vende chitarre usate e ricondizionate, e fa lezione di chitarra e pianoforte. Ci sono spazi per artisti, un workshop di street art, un salottino per rilassarsi a piacere senza dover sborsare un soldo, e uno spazio bookcrossing.
E in più è anche un Centro per l’Emergenza Climatica. Cosa vuoi di più dalla vita?
Il prossimo progetto di arte pubblica del Commando Jugendstil si farà proprio lì, per fare in modo di garantire la partecipazione più ampia possibile.
Nonostante il suo futuro, tra fine del grant iniziale e gli affitti astronomici, sia incerto, il presente è vibrante di attività e di comunità.
Repair Café
Non funziona il frullatore?
Non hai le competenze tecniche per sistemartelo da solo (o con aiuto) al RLab?
Una volta al mese volontari esperti in una varietà di tecniche e stili di riparazione, si riuniscono in uno spazio di comunità (RLab, Bike Hub o Biscuit Factory Cinema) e si predispongono a passare una giornata a riparare oggetti rotti di ogni tipo.
La gente si mette in coda, si beve un caffè e chiacchiera, aspettando che l’esperto si liberi per una diagnosi o una terapia.
La vita degli oggetti si allunga, la comunità si rinsalda e gli sprechi si abbattono.
Win-win-win.
https://www.facebook.com/ReadingRepairCafe
Festival ed Eventi
Reading Walking Festival
Appollaiata com’è sulla confluenza del fiume Kennet con il Tamigi, lungo i sentieri di lunga percorrenza dei rispettivi fiumi e sul Camino Inglés per Santiago (che parte da St James’ Church, accanto alla Reading Gaol di Oscar Wilde) e con le Cotswolds praticamente alle porte, Reading è il punto di lancio naturale di innumerevoli percorsi a piedi, e la cosa è celebrata annualmente con un festival di due settimane ricco di percorsi nella natura, guidati e commentati da esperti locali, che fa regolarmente il tutto esaurito.
Dalle paludi dove si ritrovano i Marshians, alla storia locale, ci sono occasioni per tutti i gusti e per tutti i livelli di abilità, una maniera di riconnettersi con la natura e la comunità, di imparare qualcosa di nuovo, di stare insieme e magari, con tutte le associazioni di volontari che sono rappresentate nel programma, di trovare la propria gente con cui fare qualcosa di buono e di pratico il resto dell’anno.
https://whatsonreading.com/venues/reading-walks-festival/whats-on-events
Waterfest
Le vie d’acqua cittadine sono al centro di questo festival, che si svolge ogni anno a Luglio sui terreni dell’antica Reading Abbey, da Fobney Gardens alla darsena che sfocia nel Kennet.
Tra birre locali e concerti su una piattaforma galleggiante in mezzo al Kennet, c’è tanto spazio per parlare di conservazione degli ambienti fluviali e acquatici locali, sfortunatamente martoriati dallo scandalo degli scarichi di liquami da parte del locale monopolio privato delle acque, Thames Water, il cui HQ, chiamato senza traccia d’ironia Clearwater House, è proprio a Reading sul lungotamigi.
Da non perdere la corsa delle paperelle di gomma, che vengono rilasciate a decine nell’ Holy Brook davanti alla Biblioteca Comunale e recuperate nella darsena, con i proventi destinati a progetti comunitari.
https://www.facebook.com/Rdgwaterfest
Reading Climate Festival
Altro appuntamento annuale, che dura due settimane in Giugno e termina il giorno del Solstizio d’Estate.
In calendario ci sono workshop, documentari, visite guidate e spettacoli di ogni tipo, tutti volti a sensibilizzare la cittadinanza su temi ambientali e sulla giustizia climatica.
Organizzato da Reading Climate Action Network e Reading Climate Change Partnership con l’aiuto dell’Università di Reading, famosa per i suoi dipartimenti di metereologia e climatologia, e di tutte le principali associazioni e gruppi di attivisti della città, è un appuntamento da non perdere per discutere di cosa sta succedendo, di cosa potrebbe succedere se non facciamo nulla per cambiare le cose e di cosa fare collettivamente per raggiungere un futuro migliore.
Reading International Festival
Organizzato dagli inossidabili volontari del RISC, questo festival annuale, che dura circa due settimane, è interamente dedicato alla solidarietà transnazionale e alla giustizia globale.
Il programma comprende mostre, discussioni e proiezioni di film e documentari a tema, per lo più al RISC ma con eventi satellite in giro per la città.
Reading Fairtrade Fortnight
Questa kermesse annuale dedicata alla giustizia globale, è l’istanza locale di evento internazionale promosso da Fairtrade International, e a Reading organizzato sempre dal RISC.
L’obiettivo è promouvere pratiche di commercio equo e solidale.
Buono per i coltivatori del Sud Globale, buono per l’ambiente, buono per te.
Reading Green Drinks
Un appuntamento mensile per tutti gli attivisti ambientali, gli hippies, i professionisti del settore e quelli che vogliono saperne di più.
Ci si vede in un pub, si beve birra, si mangiano snacks spesso questionabili, e si incontra gente nuova con cui chiacchierare, conoscersi e architettare nuovi progetti.
Non è un caso che alcuni dei progetti in questa lista siano stati concepiti qui.
https://www.facebook.com/groups/243919622305571
Non male per un paesone dormitorio post-industriale, no?
E tu?
Cosa fai di solarpunk nel tuo luogo di residenza?
Cosa fa di solarpunk la tua comunità?
Faccelo sapere a info@solarpunk.it

