
Ugo Bellagamba e Franco Ricciardiello, SALTPUNK, Delos Digital 2026 , € 2,99
Sullo sfondo di una Puglia desertificata, spopolata e regredita a un’epoca pre industriale a causa di un evento apocalittico chiamato “Collasso”, Ugo Bellagamba e Franco Ricciardiello firmano una delle opere post-apocalittiche italiane più affascinanti degli ultimi anni.
A prima vista, la trama possiede tutti i crismi del genere e del fantasy: una guerriera invincibile inviata sulla Terra dalla stazione orbitante Mnemosia per distruggere “la Meraviglia” (l’arma che ha causato la fine del mondo); un’Intelligenza Artificiale che prende corpo umano; ragazzi dotati di capacità quasi magiche, poteri mortali che poggiano però su premesse tecnologiche del tutto plausibili per un futuro prossimo, e una comunità che sopravvive tra danze rituali ed esorcismi dentro un’antica necropoli.
Tuttavia, ridurre il romanzo a una semplice avventura sci-fi o weird fantasy sarebbe ingiusto. Un punto di forza della narrazione risiede in una gustosa generosità di idee e invenzioni visive fantascientifiche che divertiranno il lettore: ogni capitolo regala uno scorcio quasi visionario di questo mondo ferito. La forza del duo di autori sta proprio nell’equilibrio citazionista e nell’atmosfera: il libro si muove infatti su coordinate letterarie ben precise. Da un lato richiama la fantascienza catastrofica e surreale di J.G. Ballard, con i suoi paesaggi svuotati che riflettono la psiche umana; dall’altro evoca la sensibilità dei fratelli Strugackij, per la capacità di dare vita a personaggi freak, eccentrici e borderline (come il bricoleur che raccoglie milioni di libri nella pancia di una petroliera arrugginita) catapultati alla fine del mondo. Il tutto è condito da una sottile venatura speculativa alla David Brin, attenta ai dilemmi dell’evoluzione sociologica e tecnologica.
Particolarmente riuscito è l’intreccio tra futuro remoto e cultura pop del nostro presente. Nel loro viaggio attraverso le macerie della civiltà occidentale, i protagonisti scontrano la memoria collettiva con relitti iconografici: si va da riferimenti espliciti al cinema d’evasione (come i Ghostbusters) fino alla dissacrante elevazione di Diego Armando Maradona a vera e propria divinità pagana, incarnata ironicamente dal culto popolare.
Bellagamba e Ricciardiello utilizzano una prosa evocativa, accattivante e ritmata. Eppure, al lettore contemporaneo questa lettura lascerà inevitabilmente un fondo di amaro in bocca. Più che un’apocalisse fantascientifica lontana e impossibile, quella descritta nel libro ha il sapore amaro e familiare dell’apocalisse strisciante che stiamo già vivendo oggi: una stagnazione fatta di desertificazione ambientale, perdita della memoria storica e frammentazione sociale.
Un’opera colta, potente nella sua fantasia e profondamente lucida, capace di intrattenere e al tempo stesso di mettere a nudo la tragedia del nostro presente.

