Kim Stanley Robinson, Cinquanta gradi sotto zero (Fifty degrees below, 2005), trad. Eleonora Antonini, Fanucci 2026
vol. 2 della trilogia Science in the Capital
Continua, a oltre vent’anni di distanza dalla pubblicazione originale, la traduzione in Italia delle opere di Kim Stanley Robinson; il merito di recuperare questo grande scrittore di SF realista, che spesso ha guardato al futuro prossimo, nella tradizione della grande fantascienza sociale degli anni Cinquanta, ma anche nell’ottica ottimista dell’Età dell’Oro, va senz’altro a Mondadori (ripubblicazione e completamento della trilogia delle Tre Californie, 2022-23), ma soprattutto a Fanucci; l’editore romano, oltre alla Trilogia di Marte e altri quattro volumi stand-alone, tra i quali il magnifico Il Ministero per il futuro, ha attualmente in traduzione questa trilogia, Science in the Capital — bizzarramente ribattezzata in italiano Trilogia “La terra verde”.

Ho scritto nella recensione del primo volume, Quaranta segni di pioggia, che Robinson è uno dei pochi autori SF in grado di raccontare il funzionamento pratico della scienza, i laboratori, il lavoro amministrativo, il rapporto con la politica.
In questo secondo volume della trilogia questo aspetto rimane attutito, rispetto a una trama che si avvicina al thriller, sempre secondo lo stile realistico e il ritmo dell’autore. Al centro della narrazione abbiamo comunque i tentativi di fronteggiare la catastrofe climatica, visti dal centro del potere USA, Washington, il punto di congiunzione tra politica e scienza; se nel precedente si alternavano, a capitoli alterni, i punti di vista di Anna Quibler, giovane ricercatrice della National Science Foundation, di suo marito Charlie, che lavora per un senatore democratico, e di Frank Vanderwal, in questo romanzo il protagonista è soprattutto quest’ultimo.
Ritroviamo i monaci buddisti tibetani in esilio, che si rifugiano a Washington dopo la sommersione della loro isola nel delta del Gange a causa dell’innalzamento del livello dei mari, e la presenza di Caroline, la donna per la quale Frank ha provato un colpo di fulmine. L’elemento nuovo è che lo scioglimento dei ghiacci artici e antartici, a causa dell’innalzamento della temperatura globale, immette grandi masse di acqua dolce nell’oceano, provocando l’interruzione della corrente nord-atlantica, quella che un tempo chiamavamo corrente del golfo, che mitiga la temperatura sulla East Coast Usa e soprattutto in Europa Occidentale.
Il primo effetto all’arrivo dell’inverno è un freddo glaciale su Washington, che paralizza la città e provoca un’ondata di morti assiderati. Ciò nonostante, il governo statunitense è una macchina elefantiaca che risponde a motivazioni ideologiche:
Un discreto numero di agenzie con potere normativo era completamente influenzato dalle industrie che avrebbero dovuto regolamentare e quindi solitamente agenti dei nemici del cambiamento. […] Le amministrazioni repubblicane avevano assunto di frequente in queste agenzie persone scelte tra le industrie regolamentate, e queste persone avevano poi scritto le normative tenendo conto dei profitti delle industrie.
[pag 215]
Frank Vanderwal scopre suo malgrado che agenzie governative lo stanno spiando, al pari di altri scienziati che lavorano a algoritmi di mitigazione della catastrofe climatica, suscettibili di utilizzo nell’industria bellica e nel controllo sociale. Soprattutto quest’ultimo aspetto assume rilevanza nel romanzo, che verso il finale si trasforma quasi in una spy story.
La catastrofe invernale di Washington, che fa seguito alla disastrosa inondazione raccontata nel volume precedente, avrà l’effetto di spostare voti alle elezioni presidenziali verso il candidato democratico, che fa appello alla solidarietà e alla cooperazione per combattere il rischio climatico? Il lichene modificato per aumentare l’assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera, riuscirà a fermare l’aumento della temperatura? E il gigantesco programma navale per salinizzare il nord Atlantico, riuscirà a affondare l’acqua fredda degli iceberg disciolti e ripristinare la corrente calda?
Tra l’altro, scopro grazie a Robinson che il mantra Andrà tutto bene che ci ha accompagnato nel terribile anno della pandemia di COVID-19, è tratto dalla mistica Giuliana di Norwich (1342-1416), che visse in un’epoca segnata da pestilenze: All shall be well.


