Nuova Atlantide n. 9: “Band ohne Ende” di Élisabeth Vonarburg

Sono virtualmente immortali, ma la loro condizione di super-umani può condurli alla follia.

Scaricalo qui: Band ohne Ende, Delos Digital

Li chiamano metama, da “metamorfosi”: sono quasi immortali, per ucciderli occorre un’esplosione, un’elettrocuzione prolungata, un trauma che superi l’ostinata capacità di rigenerarsi delle loro cellule. I metama, addestrati sulla stazione spaziale di Lagrange 4, intervengono nelle situazioni in cui l’umanità si rivela troppo fragile; destano nei “normali” una curiosità morbosa, soprattutto a Baïblanca, capitale dell’Eurafrica, costruita sulla costa rocciosa all’estremo sud della Spagna, al sicuro dalle catastrofi che hanno sconvolto la Terra. La causa di morte più frequente tra i metama è l’amok, una furia violenta e omicida che sfogano su se stessi. Paula Berger è una giovane metama che entra in crisi personale: dopo avere assistito all’amok di un suo simile, metamorfosa in maschio e cerca di confondersi nel jet set di Baïblanca. Ma non sarà facile, perché “normali” e metama sono avvolti gli uni agli altri da un nastro di Moebius, come in quella litografia di Escher, Band ohne Ende.

Traduzione di Antonio Ippolito

Élisabeth Vonarburg nasce a Parigi nel 1947; inizia a dedicarsi alla poesia nel 1960 e dal 1964 scrive fantascienza. Nel 1972 si laurea in Lettere moderne, e l’anno successivo si trasferisce in Québec, dove insegna letteratura e scrittura creativa in diverse università (Chicoutimi, Rimouski, Laval). È stata direttrice della rivista di fantascienza Solaris, cantautrice, saggista, conduttrice radiofonica, traduttrice di numerosi romanzi e, dal 1990, scrittrice a tempo pieno. Vive a Chicoutimi, nel Canada francofono. Oltre alla scrittura, alla lettura e alla musica, ama i gatti, i giochi di parole di cattivo gusto e il buon cibo.


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